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Camera dei Deputati  -Sala della Lupa  -27.03.2026

Affido condiviso e rifiuto genitoriale

Dalla tutela giuridica alla protezione effettiva nei conflitti familiari: pdl Cesa, servizi e Gruppi di Parola a sostegno dei figli

Saluto di Child’s Friends che rappresento All’ On d’Alessio, Deputato segretario della Camera,    al presidente UDC On Lorenzo Cesa per l’ospitalità in qta splendida sala della vita istituzionale, dal valore altamente simbolico, al presidente ANFI AVV Carlo Ioppoli che ha promosso questa importante iniziativa formativa sul tema dell’ Affidamento  congiunto e rifiuto genitoriale a cui abbiamo cm aderito cm Child’s Friend, un tema  che rappresenta una sfida cruciale per il diritto minorile contemporaneo e per la tutela del benessere dei figli nelle separazioni conflittuali da tempo  è  oggetto di studio, confronto, formazione nel mondo forense e delle professioni, della giurisdizione di famiglia, delle associazioni del III sett.

Child’s friends ha trai suoi iscritti professionalità multiple nel campo dei diritti minorili e riguardo alla tematica odierna, da tempo è impegnata nella promozione di strumenti innovativi, i gruppi di parola (GdP), per supportare i minori e le famiglie nei difficili momenti della frattura della coppia genitoriale, interventi sostenuti da AGIA, sorti in nord America e in UE portati avanti dalla scuola di Lione di Mari Simon al fine  inserirli nella rete dei servizi territoriali garantendo interventi tempestivi e mirati per rafforzare il sistema di protezione dei minori.

Il principio di bigenitorialità introdotto nel 2006 cn la L.54, è stata una conquista importante del diritto di famiglia contemporaneo, riconoscendo ai figli   il diritto di mantenere rapporti significativi e continuativi con entrambi i genitori, che non si trasforma in un automatismo quando il contesto familiare è caratterizzato da violenza o conflittualità troppo intensa.

un principio che incontra limiti significativi in caso di rischio di pregiudizio per il minore  o di rifiuto genitoriale, introdotto con l’art. 473-bis.6 c.p.c. dalla riforma Cartabia, un rifiuto radicale verso uno o ambedue i genitori, che non può essere applicato come una regola formale  come ha ribadito la Corte di Cass.

In tali situazioni il giudice è chiamato a individuare soluzioni capaci di proteggere concretamente l’equilibrio psicologico e relazionale del figlio.

E il Rifiuto genitoriale, se sostenuto da ragioni valide, si traduce  nel diritto del minore a non frequentare il genitore in separazioni altamente conflittuali in cui i figli sono esposti a dinamiche emotive molto complesse; il minore, quindi può esercitare il diritto a non frequentare uno dei genitori, ai sensi dell’art. 473-bis.6 c.p.c per tutelare il suo benessere psicologico che  prevede:

L’ascolto tempestivo e diretto  del minore da parte del giudice, per comprendere le motivazioni del rifiuto;

 

la possibilità di abbreviare i termini processuali e  avvalersi di esperti per verificare la cause di rifiuto genitoriale  a interagire con uno dei genitori o ambedue  – cosa che avviene in caso di condizionamenti psicologici del genitore alienante che influenza negativamente il figlio contro l’altro genitore, esperienze traumatiche, violenza domestica, abbandono.

 

Il giudice in caso di rifiuto del minore motivato da ragioni valide gli riconosce il diritto a non frequentare il genitore, quale protezione da situazioni che potrebbero compromettere il suo equilibrio emotivo e psicologico.

Ed e’ su questa scia che interviene la pdl n. 2227presentata dall’on. Cesa,  titolata: “modifiche al C.C.  in tema di affidamento esclusivo dei figli a un solo genitore nei casi di violenza familiare o di altri gravi reati comportanti rischi per i minori”  mirante   a rafforzare gli strumenti di tutela dei minorenni nei contesti di conflittualità familiare, in casi di violenza domestica o altri  gravi reati commessi da uno dei genitori per una protezione effettiva e la tutela del loro benessere.

L’  Obiettivo della pdl Cesa è:

la previsione dell’affidamento esclusivo automatico dei figli al genitore ritenuto idoneo, nei casi in cui l’altro genitore sia stato:

  • Sottoposto a un ordine di protezione (art. 473-bis.69 c.p.c.
  • Rinviato a giudizio o citato direttamente per reati gravi contro l’altro genitore o i figli (es. maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni personali aggravate
  • Consentire il ripristino dell’affidamento condiviso solo in caso di revoca dell’ordine di protezione o assoluzione del genitore accusato

 

Principali modifiche riguardano:

 

L’ Introduzione del meccanismo automatico di affidamento esclusivo nei casi di violenza familiare o gravi reati all’art. 337-quater del Codice civile e la sola possibilità per il giudice di stabilire modalità di frequentazione tra il genitore non affidatario e il figlio, solo se non sussistono rischi per il minore, previo ascolto del minori;

 

la previsione del ripristino dell’affidamento condiviso solo in caso di cessazione delle condizioni che hanno portato all’affidamento esclusivo (es. revoca dell’ordine di protezione, assoluzione) all’art 337 quinquies del c.c.

 

 

La proposta di L. Cesa  richiama  i principi sanciti dalla Convenzione di Istanbul, che riconosce i bambini come vittime di violenza domestica anche quando sono testimoni di tali atti

 

La relazione alla proposta al  testo di L. fa riferimento ai dati di save the children e sui circa 427.000 minori hanno vissuto in contesti familiari violenti negli ultimi cinque anni, spesso assistendo direttamente ai maltrattamenti subiti dalle madri

E richiama :

La sentenza n. 34504/2020 della Corte di Cassazione sulla necessità di sospendere la responsabilità genitoriale nei confronti di chi commette maltrattamenti in presenza dei figli.

 

Ricapitolando le innovazioni che introduce il testo dell’on Cesa riguardano:

 

la protezione immediata del minore attraverso l’affidamento esclusivo automatico per garantire un ambiente sicuro e stabile per il minore e evitare l’esposizione a situazioni di rischio;

 

che il giudice può adottare misure specifiche per garantire l’incolumità del minore durante le frequentazioni con il genitore non affidatari.

 

Una proposta di legge, la  n. 2227 che pone al centro il  benessere psicologico e relazionale dei figli minorenni nei conflitti familiari.

E’ In questo contesto che  assumono particolare rilievo le esperienze dei GdP per figli di genitori separati di cui cm child’s friends ci stiamo occupando da molti anni.

Nei GdP bambini e  adolescenti incontrano altri coetanei che vivono esperienze simili e trovano uno spazio protetto di ascolto, confronto e condivisione aiutandoli  a comprendere che la separazione dei genitori non è colpa loro, aiutando a  ridurre il conflitto di lealtà che hanno con i genitori con  i genitori, a riorganizzare in modo più equilibrato le relazioni familiari.

Insomma i  GdP  attraverso attività creative, giochi di ruolo e discussioni guidate da esperti qualificati, i GdP aiutano i minori a:

Elaborare il dolore e il disagio causati dai conflitti familiari, ridurre la confusione emotiva, rafforzare la propria autostima e capacità di resilienza.

 

Sono percorsi di 4/6 incontri condotti da professionisti specializzat i e AGIA a partire dal 2019 ha iniziato a promuoverne la  diffusione attraverso progetti cn bando ( Child’s 12 assoc.

La protezione dei figli nelle crisi familiari non può essere  solo giuridica, ma anche relazionale ed educativa perché quando una famiglia va in crisi i bambini non chiedono sentenze, ma  ascolto, sicurezza e adulti capaci di proteggerli dal conflitto.

Accanto agli strumenti giuridici è’ importante l’integrazione  di strumenti come i g.d.p  nei servizi territoriali per  un modello di intervento completo e innovativo con  un approccio multidisciplinare  per garantire una tutela effettiva e benessere a lungo termine ai minori.

Una risposta da garantirsi attraverso una proposta normativa che superi le buone pratiche locali, che ci sn poche ma ci sn, ma servizi territoriali strutturati sia della rete pubblica che privata, accessibili a tutti i bambini e ragazzi che ne hanno bisogno in una fase delicata della loro vita.

E’ responsabilità delle istituzioni, della giustizia, della società offrire ai fanciulli nei conflitti familiari  strumenti per attraversare queste esperienze senza perdere il proprio equilibrio emotivo e relazionale.

Mi permetterò On. Cesa di  trasmetterLe  cm Child’s Friends e con ANFI – se disponibile, una proposta di norma integrativa della sua pregevole Pdl per la diffusione nei servizi territoriali dei gdp a sostegno  figli coinvolti in conflitti familiari.

 

Voglio concludere cn una veloce riflessione su una delle vicende che è sui midia da piu tempo, quella della vicenda dei bimbi del bosco, l’ordinanza del TdM è girata,    l’ abbiamo potuta leggere in tanti,   e per come viene raccontata la decisione del tribunale , a una parte dell’opinione pubblica può  apparire una scelta dura o incomprensibile. Sempre cosi quando c’è eccessivo clamore mediatico e nel dibattito pubblico ho notato poco spazio alla funzione complessa della genitorialità e le  precise risposte ai bisogni fondamentali al bambino che i genitori devono  garantire. Nono solo l’affetto, d’altronde le  persone disfunzionali, convintissime di amare i propri figli, allo stesso tempo possono mettere in atto comportamenti gravemente dannosi. (avv psichiatri, psicologi altre figure professionali, i garanti cm me….

Nella mia esperienza di garante regionale dell’infanzia ho avuto tanti casi di bambini, nelle separazioni, condizionati, allontanati in strutture, ecce cc, figli che volevano stare – magari solo a fare i compiti- col genitore presso cui nn vivevano, che li aiutava – figli di genitori criminali che rischiavano l’indottrinamento mafioso.

Tutti figli che amavano i genitori e soffrivano nel momento in cui era disposto l’allontanamento dalla famiglia.

Sofferenze, pianti, ho  visto  mogli di uomini di mafia trovare il coraggio per i propri figli di accusare i mariti, subito allontanate verso poli fittizi in via d’urgenza senza  figli che nn hanno resistito lontano dai figli e sn cadute nelle trappole di quelle famiglie criminali ordite dalle loro madri che le invitavano a tornare dai figli e poi morte suicide tra virgolette.

Casi di madri assassine dei propri figli affette da patologie psichiatriche gravi, che di fronte all’abbandono del marito per punirlo  hanno ucciso il proprio figlio, magari convinte di infliggere  una punizione.

Ho pensato a tutti qti casi e a tanti altri di cui mi sn occupata, in ultimo il piccolo Coco’ di 3 anni rimasto con nonno criminale che ha pensato di utilizzarlo cm scudo umano credendo che in presenza di minore nn venisse ucciso.  L ’amore, da solo, sappiamo bene, non è un criterio valutativo sufficiente.

Dalla lettura dell’ordinanza del tribunale, appare evidente che i giudici del tribunale minorile non stiano valutando l’amore della madre e del padre ma la capacità concreta di garantire ai tre bambini i bisogni evolutivi fondamentali,

le loro funzioni di:

protezione per garantire un contesto di vita che non esponga il minore a rischi evitabili.

 

Entra in gioco, cm si sa, la valutazione della genitorialità, delle funzioni genitoriali essenziali:
LE funzioni

 di protezione:

di accudimento: per corrispondere ai bisogni primari del bambino:
nutrizione, igiene, cure sanitarie, stabilità quotidiana

di apertura al mondo: per cui un buon genitore non isola il figlio.
ma ne favorisce la socializzazione, la scuola, il confronto con la realtà esterna;

 affettiva:  la capacità di sintonizzarsi emotivamente col bambino, riconoscere i suoi stati emotivi e offrirgli contenimento;

delle regole: per aiutare il minore a costruire regole, limiti e organizzazione della realtà per  non crescere nel caos

mentalizzazione: di capire cosa prova, cosa pensa, cosa lo spaventa

e non ultima la capacità di collaborare cn le istituzioni e di mettersi in discussione:

quando intervengono servizi sociali, scuola o tribunale, deve dimostrare collaborazione disponibilità alla revisione delle proprie scelte, le dichuarazioni della madre di quei bimbi Catrin, ieri all’uscita del Senato non mi sono piaciute.

 

Di fronte a decisioni giudiziarie molto forti bisogna ricordare che
la genitorialità non si valuta sulle intenzioni, ma sugli effetti, non su ciò che il genitore sente, ma su ciò che il bambino riceve realmente in termini di sicurezza, crescita e sviluppo.

 

Strumenti per affrontare il rifiuto genitoriale:

è essenziale adottare interventi mirati per affrontare le cause del rifiuto e per garantire che il principio della bigenitorialità sia rispettato, quando ciò sia compatibile con l’interesse superiore del minore

Strumenti come i  GdP possono svolgere un ruolo cruciale in questo processo, offrendo ai bambini e alle famiglie un supporto concreto per affrontare il trauma della separazione e promuovere relazioni familiari più sane e equilibrateuno spazio sicuro per esprimere le proprie emozioni e per confrontarsi con coetanei che hanno vissuto esperienze simili. Attraverso attività creative e di condivisione, i GDP favoriscono la guarigione emotiva e la ricostruzione delle relazioni familiari.

 

La mediazione familiare può aiutare i genitori a ridurre il conflitto e a collaborare per il bene del figlio. Tuttavia, nei casi di rifiuto genitoriale, la mediazione va condotta con cautela, garantendo la sicurezza del minore e delle parti coinvolte

 

Supporto psicologico:

Il supporto psicologico individuale è essenziale per aiutare il minore a elaborare il trauma e il conflitto familiare. Nei casi di rifiuto genitoriale, il supporto psicologico può essere integrato con i GDP per garantire un intervento.

 

Il tribunale può disporre visite supervisionate tra il minore e il genitore rifiutato, garantendo interazioni sicure

 

In conclusione, rammento che Child’s Friends cura anche la pubblicazione di testi scientifici e quello in corso di  pubblicazione ,da parte della casa editrice Ad Maiora edizioni, è titolato: Femminicidio. La fattispecie penale, la tutela civile e le politiche pubbliche” riguarda il nuovo art 577 bis c.p. approvato dal Parlamento il 25.11.25. Il testo affronta anche i casi di affido esclusivo per i minori figli delle vittime di femminicidio  e gli strumenti di tutela per i minori figli di vittime di femminicidio

 

 

 

 

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