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CENTRO STUDI “GIORGIO LA PIRA”

COMITATO PER IL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE

Il Centro Studi politico culturale GIORGIO LA PIRA (KR 18.11. 1997 – c.f. 91051790797), intitolato al Giurista e Politico Giorgio La Pira, eletto alla Costituente, relatore sui principi delle libertà fondamentali, i diritti e i doveri, per uno Stato a tutela di valori personalistici e comunitari , si è riunito in data 12.7.2016  deliberando  la costituzione del COMITATO  PER  Il NO al   prossimo REFERENDUM SULLA LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE,  per il superamento del bicameralismo perfetto.

La riforma Costituzionale, nel dichiarato intento di porre fine alla parità dei compiti, tra i due rami del Parlamento, non è sufficientemente adeguata ad operare riforme di strutture, nell’ordinamento sociale, economico, politico attuale, per una civile convivenza.

 

Il centro Studi, nel rammentare le affermazioni di Giorgio La Pira, durante i lavori della Costituente “… oggetto della costituzione, il suo fine … la persona umana….di conseguenza…tutte le strutture dell’edificio costituzionale siano ordinate a questo fine”  dice NO alla riforma costituzionale che,  nell’attuale momento storico, non tiene, adeguatamente, conto che le violazioni dei diritti umani  fondamentali, sono in forte crescita ed è sempre maggiore il numero di italiani che si  rivolgono  alla CEDU;

-la riforma non si presenta come uno strumento giuridicamente valido, nell’attuale contesto, rispetto alle tante impellenze sociali, su cui dovrà operare il Parlamento;

-sulla base di una presunta semplificazione ed efficienza, sarà la sola Camera dei Deputati, ad avere il compito di votare la fiducia al Governo e controllarne l’operato, approvare, di regola, le diverse leggi, le norme sull’amnistia e l’indulto, determinarsi sullo stato di guerra;

-il Senato, non sarà più composto da eletti dal popolo ma, da nominati dai Consigli regionali, scelti tra consiglieri regionali e locali, le cui modalità di scelta saranno individuate    con una futura legge   elettorale, ai quali spetterà l’immunità parlamentare, manterranno il doppio incarico istituzionale; un ceto politico più ristretto numericamente per una più alta concentrazione di potere, in poche mani;

– il Capo dello Stato, parte dell’organo di Governo della magistratura, altri organi di garanzia, saranno eletti da Camera e Senato, senza i 59 rappresentanti delle Regioni, in assenza, quindi, di una equilibrata composizione dell’assemblea dei grandi elettori, con rischio di influenza da parte del Governo, per la maggioranza assoluta che conferisce, alla Camera,  la legge elettorale che riduce il numero dei Parlamentari  per    cristallizzare il potere nelle mani di prescelti al chiuso ,da pochi e contrastare  la nascita  di nuovi movimenti;

– le Province che, con i Comuni, svolgono essenziali compiti di sostegno, sviluppo, coordinamento, nell’ambito dei servizi sociali, nell’area del disagio, l’analisi dei dati, nel quadro delle rispettive competenze, vengono abolite;

– il CNEL, previsto dall’art 99 della Costituzione, viene soppresso, facendo venire meno il luogo di confronto e di iniziativa legislativa tra istituzioni e rappresentanze economiche e sociali, e la partecipazione del tessuto democratico del Paese nell’esercizio dei poteri, ritornando indietro, rispetto a quel modello articolato e pluralistico, che si era, faticosamente, affermato, durante i lavori della Costituente.

– molte materie torneranno di competenza esclusiva dello Stato, con l’abolizione della legislazione concorrente tra Stato e Regioni, riducendo le scelte per un ordinamento democratico su un patto di solida democrazia, nel riconoscimento di una struttura sociale pluralista e del valore assoluto della persona;

-si vuol far credere ai  cittadini, cavalcando l’antipolitica, che la riforma, garantirà il contenimento della  spesa  pubblica, ,invece, aumenterà  quello della burocrazia, conferendole più potere, per raggiungere l’obiettivo di concentrare il potere nelle mani del Governo, con un presidenzialismo che, in assenza di pesi e contrappesi,   cancella il principio dell’ equilibrio dei poteri,  indebolendo le istituzioni  democratiche e    la rappresentanza elettiva;

-le minacce di dimissioni da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, in caso di sconfitta al referendum, vogliono limitare la libertà di scelta degli Italiani e insinuare paure per un futuro incerto, senza alcun rispetto della volontà popolare.

In U.K. il Presidente uscito sconfitto dal referendum sulla brexit, ha tratto le conseguenze e si è   dimesso.  Theresa May, nel rispetto della volontà del popolo britannico, sta conducendo il Paese fuori dall’Europa.

In conclusione il centro studi politico culturale “GIORGIO LA PIRA”, rammentando l’accordo fondamentale  tra i partiti di massa (democristiani-comunisti –socialisti)  nell’approvazione della Costituzione italiana   basata sul principio di eguaglianza dei cittadini dinnanzi alla legge  e sull’impegno dello Stato di farsi carico della rimozione delle diseguaglianze, si costituisce in  COMITATO PER IL NO al referendum, aperto alle adesioni di quanti  non concordano sulla riforma costituzionale approvata dalle Camere, su proposta del Governo.

Lamezia Terme (CZ) 12.7.2016

F.to il Presidente

Marilina Intrieri