Milano 9.2.15 Uni Bocconi
Telefono Azzurro “Libertà, responsabilità,etica-nuove sfide per la tutela della web generation”
Marlina Intrieri- Garante infanzia e adolescenza regione Calabria.
Responsabilità,pro socialità, partecipazione: promuovere salute bambini e adolescenti in web e media
In ordine al rapporto tra uso delle psico-tecnologie, diritto all’educazione e all’istruzione, dovere genitoriale, possibile pregiudizio minorile, le psico-tecnologie sono nuovi strumenti,che ( se correttamente usati),sono elemento di integrazione sociale, idonei a realizzare la persona del Minore a divenire parte della società e mezzo di accesso per lui a una serie di diritti già riconosciutigli.
Il nuovo analfabetismo è quello che investe chi non può fruire di questi nuovi strumenti come ben sappiamo.
Analfabeta non è solo chi non è in grado di leggere e scrivere, ma anche chi per le scarse basi culturali non riesce a partecipare comunque alla vita della comunità.
Con le psico-tecnologie i minori si informano, si esprimono, comunicano, giocano, si relazionano, acquistano accedono più facilmente a una serie di diritti umani, economici e sociali inalienabili.
Diritti che possono essere lesi se il mezzo(psico-tecnologico) non viene usato correttamente; dd umani fondamentali alla salute,sana crescita psicofisica, alla dignità, a essere bambini, al gioco alla realizzazione della propria persona nelle formazioni sociali,alla protezione dei dati personali
Nell’uso di questi strumenti l’interesse del minore si realizza attraverso l’adempimento dell’obbligo genitoriale a verificarne il corretto utilizzo educando ed istruendo la prole e avendone cura.
Questi obblighi previsti dagli artt. 30 Cost. e 147, 155 c.c., assumono connotati nuovi, nell’uso delle psico-tecnologie.
L’interesse del minore ad un uso corretto dei nuovi media è, dunque meritevole di tutela giuridica.
Ma quale tutela giuridica del minore in relazione all’uso delle psicotecnologie ?
In ordine alla pericolosità percepita, sia in ambito nazionale che europeo, dinnanzi ad un uso non corretto di questi mezzi, qual è il rapporto tra psico tecnologie e genitore chiamato all’attuazione dei propri doveri verso il figlio?
E quando nel bilanciamento degli interessi coinvolti tra uso delle psicotecnologie e responsabilità genitoriale, si determina violazione dei doveri genitoriali.
Nell’ambito ad es delle trasmissioni radiotelevisive sappiam bene che il controllo genitoriale( previsto non solo dal diritto interno, ma anche da quello internazionale) è essenziale per una effettiva collaborazione tra società statale e familiare.
E’ una collaborazione fondamentale e l’assenza di controllo del genitore,di disinteresse educativo, cosciente o meno- nell’uso della televisione, nei modi e nei tempi di fruizione, depaupera ogni atto legislativo o di autoregolamentazione volto al rispetto e alla dignità dei minori.
Nell’l’uso della rete ancora di più .la rete se espone il Minore a grandi rischi gli consente lo sviluppo di elevate capacità e una acquisizione immensa di nozioni. anche se la rete si sottrae più facilmente alle forme di controllo previste in ambito legislativo nazionale e comunitario
Quindi il controllo dell’uso delle psico-tecnologie, assurge a dovere discendente dalla responsabilità genitoriale così come il dovere di istruire e educare.
Questo nuovo connotato di dovere, discendente dalla responsabilità genitoriale, è andato nel corso del tempo emergendo sempre con maggior chiarezza nella coscienza sociale
E’ stto accertato chel’apprendimento dipende da una serie di fattori indicati con l’acronimo TASCA,( territorio-ambiente- società- contesto – ambito).che svolgono un ruolo fondamentale nel momento cognitivo. La rete ha modificato percezioni e abitudini.
Utilizzo dei nuovi media e responsabilità genitoriali per un uso non corretto delle nuove tecnologie, rischiano di produrre una lesione dei diritti riconosciuti a tutti i minori.
Quindi la mancata o erronea partecipazione degli adulti di riferimento, produce una lesione del diritto del Minore ad un armonioso e completo sviluppo della sua personalità e a ricevere una educazione corrispondente allo sviluppo delle proprie capacità riconosciuti dalla Convenzione di New York.
La lesione derivante da un non esercizio o da un non corretto esercizio del dovere educazionale, genera una sollecitazione temporale delle ordinarie tappe dell’avvicinarsi all’età adulta.
E’ evidente quindi che il linguaggio delle psicotecnologie si pone come strumento per condizionare la psiche.
la potenziale dannosità dei nuovi media è stata pienamente recepita dal Consiglio dell’U.E. nelle conclusioni su “tutela dei minori del mondo digitale” dove si invitano gli Stati membri e la Commissione a “promuovere l’alfabetizzazione mediatica e la «competenza digitale», per l’apprendimento permanente, sia all’interno che all’esterno dell’ambito scolastico”.
Quindi il mancato adempimento genitoriale comporta la lesione di diritti minorili, alcuni di rilevanza costituzionale, quali quello di manifestare liberamente il proprio pensiero, di realizzare la propria personalità, di ricevere una istruzione ed educazione adeguata, alla salute psicofisica, ad essere bambino, al gioco.
Stante la rilevanza giuridica e il nesso di causalità tra comportamento contra ius e danno del minore, bisogna definire se i comportamenti genitoriali omissivi, in presenza di un danno ingiusto, siano di per sé idonei a costituire responsabilità, oppure se caso per caso, occorra accertare altri elementi di responsabilità in base alle capacità familiari e alla tipologia di danno subito dal minore
