ELDA PITASCIO

mia Madre, nata  a Roma il 13 agosto 1920

oggi avrebbe compiuto 100 anni

Donna bellissima, coltissima, raffinata

di MARILINA INTRIERI

Il 13 agosto 1920 nacque a Roma mia madre Elda Pitascio, figlia di Cataldo, medico, classe 1875, con studio a Roma, al Pantheon, in via della Palombella 39  e di Emilia Avarelli, nobildonna crotonese nata nel 1881-figlia del cavalier Gennaro, a lungo segretario comunale di Crotone, detto “ il giurista” che fu anche sindaco reggente del Regno, nella prima meta del ‘800, come è anche ricordato nella galleria dei sindaci del palazzo comunale.

Palazzo Avarelli, con stemma gentilizio sull’androne di ingresso, ubicato in via Milone, fu sede della redazione del giornale locale ”corriere crotonese” che veniva pubblicato ogni giovedi’ e presentato e commentato nel salotto Avarelli divenuto cenacolo culturale della città in quei tempi.

Elda, secondogenita di Cataldo e di Emilia crebbe in una famiglia ricca di stimoli culturali, modi gentili, gusti  raffinati e fu educata sin da piccolissima al senso del dovere e alla consapevolezza che solo la conoscenza avrebbe reso le persone  libere. La sua vita sarebbe stata cadenzata pertanto dagli studi fino alla Laurea che in pochissime all’epoca conseguivano. Ella fu, infatti, la prima donna calabrese, insieme alla Toraldo Serra, a conseguire la laurea in giurisprudenza grazie ad una famiglia di professionisti da generazioni.

Elda frequento’ a Roma le scuole elementari di via Quirino Visconti in Prati,         dove la sua famiglia abitava.

Sin da piccola, a sei anni circa, inizio’ lo studio del pianoforte che suono’ nella sua vita sempre e della lingua inglese che insegno’ a generazioni di giovani crotonesi.

A 13 anni, a seguito del trasferimento del Padre Cataldo come medico condotto e delle ferrovie calabresi, Elda si trasferi’ a Crotone e frequento’ il liceo ginnasio Pitagora aperto da poco, prima fanciulla, insieme alla  sua compagna di scuola Susetta Petrucci, a frequentarlo.

I suoi studi continuarono a Napoli all’Università Federico II. Elda si iscrisse a giurisprudenza -matricola 20154- unica donna del suo corso di laurea, abitando nel collegio di suore spagnole di via Mezzocannone. Si laureo’ nel 1942, in piena guerra, con una tesi in diritto internazionale privato sui “rapporti di famiglia nel matrimonio e sugli effetti nel matrimonio, nella separazione e nei divorzi”; una tesi molto innovativa che Elda, donna moderna di quei tempi, tratto’ nella consapevolezza di quanto Ella facesse per contribuire a rompere le barriere soprattutto culturali erette da secoli intorno al mondo femminile e agli studi giuridici riservati da sempre solo agli uomini. Si immagini solo che a quei tempi l’accesso ai ruoli della magistratura e del notariato era ancora precluso alle donne, una grave discriminazione che Elda visse sulla sua pelle.

Ho avuto una grande fortuna ad avere Elda come Madre, donna aperta e coltissima, al contempo rispettosa delle regole sociali e  morali in un mondo afflitto dal regime e dalla guerra. Mamma mi raccontava del suo obbligo a presentarsi in Università  con la divisa fascista-pena il divieto di poter sostenere gli esami e l’obbligo per gli studenti universitari di sfilare alle adunate fasciste- una cosa che La segno’ molto.

Di Lei a me, ai  miei fratelli, ai miei figli e nipoti restano i grandi insegnamenti che ci sovvengono sempre  nella quotidianità, il senso del rigore nel vivere sociale e professionale,  quello forte per la giustizia sociale da perseguire sempre e comunque  in nome degli ultimi.

Si sposò nel 1952 con mio Padre Michele Intrieri che Lei conobbe a Crotone, appena Lui giunse ad insegnare al Liceo classico Pitagora, di rientro da una lunga e durissima prigionia in India, città nella quale Papa’ svolse, sin dal 1959, il ruolo di Preside dei più  grandi istituti tecnici dell’epoca, impegnandosi fortemente per l’ alfabetizzazione dei giovani crotonesi, in grandissima parte analfabeti, in un costante rapporto con le famiglie per far cadere il dannoso muro culturale “la scuola non porta da mangiare”. Papa’ si impegnò a tal fine anche nell’amministrazione comunale di Crotone come assessore alla pubblica istruzione e  sindaco reggente per un breve periodo negli anni ‘70.

Fu un grande amore quello tra mia Madre e mio Padre che rimase letteralmente colpito da mia madre -come amava ricordarmi – un giorno mentre Lei entrava in chiesa al Duomo di Crotone e fece in modo di conoscerla attraverso i suoi cugini Antonio, Peppino  e Gino Intrieri che abitavano in piazza Castello proprio di fronte casa di mia madre. Come si conveniva all’epoca mio Padre chiese la sua mano a Nonna Emilia- nel frattempo rimasta vedova di Nonno Cataldo.

Fu un grande amore il Loro per tutta la vita, sempre insieme, ovunque.

Mio Padre  fu sempre affettuoso e premuroso anche con Aldo Zio, l’unico  fratello di mia madre che visse con Noi fino alla fine dei suoi giorni. Che grande esempio! Aldo zio fu per noi figli il terzo genitore.  Quanti insegnamenti abbiamo avuto con l’esempio della famiglia in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere, crescere, formarci e divenire uomini e donne dei nostri tempi.

Ricordo sempre le conversazioni di noi fratelli fanciulli durante i pranzi e le cene alla presenza dei nostri genitori. Erano i tempi dei movimenti giovanili e femminili a metà degli anni ’60 e ’70, gli scioperi studenteschi, le occupazioni. Cataldo, da sempre uomo di sinistra, un giorno, da studente del Liceo,  ando’ ad occupare la ferrovia (in casa fu una tragedia);  Franco, studente di destra, frequentava un gruppo di compagni di scuola che un giorno  lanciarono i lacrimogeni durante un comizio di Giorgio Almirante, in piazza Municipio- altro fatto gravissimo condannato in famiglia con il divieto di frequentare quei ragazzi; io – democristiana perche fortemente influenzata dall’impegno cattolico di mia Madre anche nelle associazioni culturali “San Vincenzo” e “Maria Cristina di Savoia” e dalla cultura cattolica di mio Padre, cresciuto con lo zio Parroco in una famiglia fortemente religiosa. Debbo dire, per onestà, che tutta protesa per le battaglie in favore dei diritti delle donne avvertivo ogni tanto i limiti di una certa  cultura cattolica dell’epoca anche se mia Madre mi invitava a trovare le risposte in quel  tempo nella enciclica di Papa Paolo VI “la mulieres dignitatem” ma io nonostante tutto continuavo ad avvertire spazi alquanto ristretti…

Ebbi la fortuna in quel momento di avere come Padre spirituale un grande Vescovo Mons. Giuseppe  Agostino, che mi accompagno’ costantemente durante tutto il mio lungo mandato di amministratrice locale di Crotone (sedici anni),era chiamato anche  il “Vescovo degli operai” per il suo immenso impegno durante la crisi delle fabbriche del ‘93, all’epoca io ero Assessore alle politiche sociali.

Mamma nel frattempo mi spronava a fare sempre di più e meglio ricordandomi anche l’impegno politico familiare di chi mi aveva preceduto. E quando divenni Consigliere  regionale i miei Genitori ne furono davvero felici e orgogliosi.

Fu il tempo della mia adesione ai Democratici  di Sinistra, una naturale evoluzione, per gli insegnamenti da Loro ricevuti, alla luce della  trasformazione del sistema politico e all’alba di nuovi scenari mondiali che io recepii molto prima di tanti altri cattolici che vollero attardarsi invece nell’esperimento fallito della margherita che dopo qualche anno conflui’ nel pd.

E’ stata una grande fortuna  e un grande onore avere una Madre così e Le sono grata anche per i tanti insegnamenti che, con mio Padre, ha trasfuso ai miei Figli i cui successi professionali hanno potuto raggiungere anche per la loro costante opera educativa e culturale. Tanti auguri Mamma Lassu’!

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