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RAI programmi e informazione al servizio

La RAI, quale servizio pubblico di informazione, svolge un ruolo di fondamentale importanza  nelle relazioni minorili con il mondo esterno, sia in termini di apprendimento, sia di espressione della propria personalita’ e di relazione con il mondo degli adulti di riferimento.

Tale importantissimo ruolo di rappresentazione ed apprendimento del mondo adulto impone il  rispetto di  una serie di regole.

Si tratta  di norme giuridiche di tutela minorile, ma anche di autoregolamentazione (come la Carta di Treviso per i giornalisti) o, semplicemente, regole di buon senso volte a far si  che il minore (sia nella sua veste di  soggetto  attivo sia come soggetto passivo) che entra in contatto con  il  mondo dell’informazione, ma anche  della rappresentazione cinematografica, riceva da detto contatto il maggior beneficio possibile in termini di realizzazione della propria personalita’ con il minimo rischio della lesione dei propri interessi.

In tali termini assume un ruolo fondamentale il codice di autoregolamentazione TV e minori nella misura in cui vieta la trasmissione di programmi  radiotelevisivi che per il loro oggetto, contenuto, modalita’  di trasmissione o altri elementi possano nuocere allo sviluppo psichico e morale di minori. Ecco, dunque, l’essenzialita’ di una programmazione basata su fasce di  eta’ che proponga programmi culturalmente stimolanti e non lesivi per ogni stadio della fanciullezza.

E’ noto, infatti che anche se ci riferiamo genericamente alla categoria di minori intendendo tutti gli  individui dai 0 anni ai  18, tra loro esiste una profonda differenza dettata dalla diversa capacita’ di analisi e comprensione, ma anche elaborazione ed interesse, di cio’ che il mondo adulto propone loro.

Ecco, dunque, che  accanto ad una programmazione che rispetti le  fasce orarie in ordine alla pericolosita’ o turbativa che un determinato programma puo’  generare nei minori e’ necessario, e cio’ anche alla luce delle recenti novelle in tema di responsabilita’genitoriale, che il servizio pubblico, un un ‘ottica di cura, stimolo e sponsorizzazione dei minori proponga loro dei programmi adeguati a stimolare e sollecitare le loro capacita’ ed inclinazioni  naturali.

L’offerta di programmazione  offerta dalla RAI si presenta per il mondo minorile, particolarmente variegata ed adatta alle diverse fasce d’eta’ sia nel tradizionale canale di rai 2, dove accanto a programmi ludici dedicati ai minori appaiono anche programmi di istruzione come “il divertinglese” adatti anche ai piu’ piccoli, sia nella diversificazione dei palinsesti di canali come Rai 4 e Rai 5 (rivolti alla fascia adolescenziale sia con programmi di intrattenimento sia con programmi istruttivi) o come RAI YOYO dedicato ai bambini in eta’ prescolare o RAI Gulp dedicato ai bambini  piu’ grandi.

Di rilievo, anche come mezzo di comunicazione tra minori ed adulti di riferimento la programmazione offerta da RAI SCUOLA rivolta ad un target di studenti italiani che vivono e partecipano dell’Europa.

E’, dunque, evidente che il mezzo televisivo rappresenti uno dei punti di maggior contatto e di piu’ facilitato accesso del minore al mondo adulto e che proprio per la facilita’ con cui vi e’ possibile accedervi e’ necessario che in esso non siano divulgate immagini, idee e notizie pericolose per un soggetto in fieri che non e’ in grado di elaborare autonomamente in modo corretto le informazioni che riceve.

Ecco dunque che accanto all’obbligo genitoriale di vigilanza (adottando magari sistemi di parental control), compito sociale e’ la partecipazione a detta vigilanza del mondo degli adulti, dei soggetti emittenti (che garantiscono le fasce protette e appongono a garanzia della sicurezza nei rapporti digitali con loghi quali “internet@minori”), dei soggetti posti a garanzia della tutela minorile come il Garante per l’infanzia e adolescenza.

All’uopo si ricorda che tra i  compiti del Garante regionale vi e’ quello di curare la realizzazione dei servizi di informazione destinati all’infanzia ed all’adolescenza e di vigilare, in collaborazione con il Co.Re.Com., sulla programmazione televisiva per la salvaguardia e tutela dei diritti minorili.

La Televisione deve quindi rispettare le peculiari esigenze minorili sia in termini di adeguatezza di contenuti  e forme alla fascia d’eta’ destinataria del programma, sia nella rappresentazione stessa dell’infanzia offerta dalla televisione.

L’attenzione prestata dalla RAI al mondo minorile si evince anche dalla presenza sul sito dell’azienda di servizio pubblico dei collegamenti con le organizzazioni che tutelano i minori attraverso la diffusione d’informazioni  e la sensibilizzazione degli  adulti.

Ma e’ altrettanto evidente dalla partecipazione attiva dei minori al mondo televisivo, non da intendere come esibizionismo delle singole capacita’ minorili, ma come concreta partecipazione all’informazione, alla programmazione in conformita’ al diritto di ogni minore ad essere informato, attraverso la ricezione di una informazione a lui comprensibile, ed esprimere le proprie opinioni attraverso i mezzi radiotelevisivi, chiara espressione di una partecipazione sociale.

Sarebbe auspicabile, proprio in una visione di riconoscimento del grande minore, cioe’ quel soggetto minore di eta’ le cui capacita’ cognitive e di discernimento impongono un educazione in forma dialettica, una maggiore partecipazione, sia in termini di comprensione delle norme di autoregolamentazione televisiva poste in tutela dei soggetti minori di eta’, sia in termini di effettiva partecipazione alla programmazione e informazione l’istituzione di un comitato, composto dai ragazzi delle due ultime classi delle scuole superiori in costante dialogo, almeno semestrale, con la sede regionale RAI che esprima le difficolta’, carenze o necessita’  che i minori individuano in un servizio  pubblico di informazione come quello fornito dalla RAI.

Tale comitato,  di concerto con la direzione regionale della RAI potrebbe, inoltre, organizzare incontri negli  istituti scolastici volti a far conoscere, con strumenti adeguati alle capacita’ cognitive dei minori cui si rivolge i pericoli insiti nei mezzi di comunicazione e di diffusione di informazioni di massa, nonche’  le basi per la corretta diffusione e gestione di una informazione.

Mi auguro, inoltre, che da questo incontro possa nascere una stretta collaborazione, che veda le aziende radiotelevisive ed i nuovi media come soggetti attivi, anche in forma autoregolamentare, volta alla stipulazione di un protocollo d’intesa tra l’Autorita’ Garante per l’Infanzia e Adolescenza della Regione Calabria ed il co.re.com. proprio in ordine al compito di cura e vigilanza dei servizi di informazione destinati ai minori.

Cosenza 28.10.2013                                                                                                      Marilina Intrieri