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ROTARY DEL REVENTINO

DISTRETTO 2102

2 APRILE 2022

CONDIZIONE FEMMINILE OGGI: IL PNRR POTREBBE RIDURRE IL DIVARIO DI GENERE

Di MARILINA INTRIERI PRESIDENTE CHILD’S FRIENDS

 SARAH INCAMICIA DONNA ILLUSTRE DELLA CALABRIA  DIRETTORE DELLA IMPORTANTE TRIBUNA POLITCA  CALABRESE “ CALABRIA ALLO SPECCHIO” CHE SVOLGE UNA QUALIFICATISSIMA INFORMAZIONE AI CLABRESI.

Saluto il presidente Valentino Bucolo, i gentili soci, gli intervenuti tutti. Sono qui, su invito di Sarah Incamicia, giornalista illustre, direttore   della tribuna politica “ Calabria allo specchio”per parlarvi con piacere di Condizione femminile  e dirvi come il PNRR può contribuire a ridurre il divario di genere e non solo.

Il piano nazionale  di ripresa e resilienza in breve PNRR, è  argomento  centrale per  questi tempi e per gli anni a venire.

 

E’ denominato  “Italia domani”  ed è il piano che il  Governo   ha  formulato  per indicare  obiettivi,  investimenti,  riforme che l’Italia intende realizzare  con il fondo europeo per la Next Generation da 750 miliardi di euro che  l’UE ha  messo a disposizione.

 

Next Generation  è lo strumento  che L’UE  mette a disposizione  degli Stati membri per promuovere, in questa  fase post  pandemica,  la ripresa per società più sostenibili  pronte  alle sfide della transizione ecologica e digitale e contribuire a  riparare i danni economici causati dall’emergenza sanitaria da coronavirus, per   rilanciare  le economie delle societa europee.

 

Il PNRR  è stato presentato dal Governo alla Commissione europea che l’ha approvato nel maggio 2021 finanziandolo con 191,5 miliardi di euro  a cui si aggiungono i 30 miliardi del Fondo Complementare,  poi definitivamente varato dal consiglio d’Europa con un corposo allegato in cui  sono declinati in modo preciso gli obiettivi che il ns Paese deve  conseguire i tempi per  ciascun investimento entro i quali conseguirli ,con una verifica semestrale sull’utilizzo delle risorse.

 

La pandemia ha esasperato  molte diseguaglianze  aumentando le disparità già esistenti in diversi Paesi d’EU,  in Italia nelle Regioni del Nord e del Sud.
Ogni  Stato membro dell’UE ha dovuto  preparare il proprio Piano di Ripresa e Resilienza e proporlo all’EU.

 

Il PNRR , agli assi strategici individuati a  livello europeo  che sono quelli della digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale, sanita, istruzione  ha affiancato alcune  priorità trasversali, tra queste  quella di promuovere la parità di genere che è tra le  tre priorita  trasversali nell’ambito della inclusione sociale per   contrastare le discriminazioni verso le donne che la pandemia ha ulteriormente  aggravato, ridurre le disparità generazionali, favorire il riequilibrio dei divari territoriali
il Piano vuole incidere  su alcune distorsioni che provocano  situazioni di svantaggio per le donne e disuguaglianze di genere  che  limitano la crescita economica del Paese e si ripercuotono  sulle opportunità per le donne.

 

Nel nostro Paese le differenze di genere  sono ancora molto, troppo rilevanti  nei vari ambiti del vivere quotidiano: parlo dei mercato del lavoro, della partecipazione ai processi decisionali, dell’istruzione, dell’accesso alla salute, dell’ inclusione sociale, altri ancora

 

Il Governo italiano si è ispirato  alla gender equality strategy 2021-2025 ( strategia di eguaglianza genere ) approvata dal Parlamento dell’UE a gennaio 2021, con l’obiettivo di porre fine alle discriminazioni e alle  violenza di genere, – ed ha adottato – un documento nazionale per la  Strategia sulla parita  di genere 2021-2026.
Questo documento italiano  individua azioni chiave garantire il raggiungimento  dell’equilibrio di genere nei processi decisionali  e politici e   la pari partecipazione e opportunità  nel mercato del lavoro  con politiche di riduzione del divario di genere incentivando politiche di lavoro inclusivo per   far superare il gap di genere
Il documento si propone di incrementare  di 5 punti, entro il 2026, l’indice dell’uguaglianza di genere  che  vede l’Italia al 14esimo posto nella classifica dei Paesi UE-27 ed  punteggio   inferiore alla media dell’UE di 4,4, punti . Tale indice è elaborato dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere
I punteggi italiani sull’equilibrio di genere sono inferiori a quelli della media UE in tutti i settori, ad eccezione di quello della salute in cui ha il punteggio piu  alto  mentre   quello piu  basso tra  tutti quelli degli Stati membri dell’UE è nel settore del lavoro (63,3).
Le misure previste dal PNRR riguardano    interventi diretti di  sostegno all’occupazione e all’imprenditorialità  femminile e  interventi indiretti per il  potenziamento dei servizi sociali, di cura, educativi per i bambini  al fine di  contribuire ad un aumento dell’occupazione, ad   un equilibrio tra vita professionale e vita privata delle donne per ridurre le asimmetrie che ostacolano la parità sin dall’età  scolastica

 

Sono misure molto concrete destinate ad incidere che  riguardano:
·        nuovi meccanismi di reclutamento nella PA e la revisione delle opportunità per le posizioni dirigenziali e nelle progressioni di carriera delle donne;
·        la previsione di misure dedicate al lavoro agile nella P.A. per un bilanciamento tra vita professionale e vita privata delle donne;
·        il potenziamento e l’ammodernamento dell’offerta turistica e culturale che è a  forte presenza femminile(penso ai settori dell’ alberghiero, della ristorazione, dell’attività culturali);

 

·        la definizione del piano asili nido per avvicinare l’ attuale percentuale di copertura del 25,5 % alla media europea del  33%, il potenziamento dei servizi educativi dell’infanzia (3-6 anni), l’estensione del tempo pieno a scuola; l’istituzione del Fondo Impresa Donna per supportare l’imprenditoria femminile;
·        la realizzazione di un Sistema nazionale di certificazione della parità di genere per adottare policy  per ridurre il divario di genere;la valorizzazione delle infrastrutture sociali e creazione la di percorsi di autonomia per disabili anche per diminuire il  carico di cura non retribuita che grava in gran parte  sulla componente femminile della popolazione;

 

  • il rafforzamento dei servizi di prossimità e di supporto all’assistenza domiciliare, Il supporto alla genitorialità
Il PNRR quindi affronta il tema della condizione femminile, ed individua  le riforme da attuare con i 191,5 miliardi per la crescita economica del Paese. L’Italia è all’ultimo posto per occupazione femm tra i Paesi europei, anche Grecia e Romania ci precedono in  graduatoria, la Svezia prima in classifica ha un tasso di attività femminile pari all’80,3%.

 

Purtoppo con la pandemia le cose sono precipitate. E l’attuale fase a rischio di recessione aggrava ancora di  piu la situazione e  il PNRR è una occasione che nn si puo  perdere  per dare risposte,  l’occupazione femminile ha raggiunto il minimo storico, solo una donna su due ha un lavoro e spesso sono contratti part-time – una condizione subita,  non scelta – che vede dunque retribuzioni più basse.

L’ultimo Rapporto Censis di  dicembre 2021, ci ha presentato le condizioni disastrose di vita degli italiani e segnalato un netto peggioramento negli  ambiti della povertà e della depressione,  la crescita dell’occupazione ha riguardato quasi esclusivamente gli uomini:

Nel 2020 sono state circa 2 milioni le famiglie in condizioni di povertà assoluta, mentre nel 2010 se ne contavano 980mila,esattamente la meta’

E’  cresciuto  il senso di vulnerabilità degli italiani: il 40,3% si sente insicuro pensando alla propria salute e alla futura necessità di dover ricorrere a prestazioni sanitarie,  il 27,4% teme la disoccupazione e le relative difficoltà reddituali oltre a essere preoccupato dal tenore di vita che potrà permettersi nella vecchiaia.

Va male per le giovani donne senza figli, e  peggio per le madri,   la pandemia ha dato la spallata finale a un equilibrio già precario che non ha retto il colpo della crisi sanitaria ed economica. Molte donne non studiano tanto per scelta, quanto per desertificazione dello scenario attorno a LoroPiù di un’italiana su 3 ha perso fiducia nella possibilità di trovare un’occupazione .La pandemia ha comportato un surplus inedito di difficoltà rispetto a quelle abituali per le donne che si sono trovate a dover gestire in casa il doppio carico figli-lavoro.

Il 52,9% delle donne occupate dichiara che durante l’emergenza sanitaria si è dovuto sobbarcare un carico aggiuntivo di stress, fatica e impegno nel lavoro e nella vita familiare,

Sono 300 mila i minori interessati dai congedi Covid ad essere stati presi in carico per il 79% dalle madri e per il 21% dai padri.  Numeri drammatici che evidenziano una discriminazione nella discriminazione.

L’aggravarsi della situazione delle madri, soprattutto quelle più giovani, dimostra che al di là della retorica del sostegno alla maternità, nel nostro paese figli e lavoro continuano a essere largamente inconciliabili.

Una questione in sospeso su cui non s’è agito quando ancora la pandemia era qualcosa di inaspettato e scioccante, il PNRR mette a disposizione misure e fondi per dare a queste cose risposte significative

Queti   dati danno  un quadro chiaro cioè :
che in Italia bisogna lavorare molto per raggiungere gli standard europei, i quali vanno pure migliorati.
che gli strumenti per favorire l’occupazione femminile non bastano, ma bisogna creare le condizioni perché   le donne possano entrare nel mondo del lavoro e parteciparvi in maniera adeguata.

Nord Sud

Il rapido diffondersi dell’epidemia prima, la condizione internazionale ora della guerra  determinerà  altre ripercussioni che aumenteranno ancora il divario Nord Sud,

 Il presidente  Draghi dopo il   colloquio  in web con PUTIN ci ha riferito che  non ci sn le condizioni per un cessate il fuoco a breve, che  ci sarebbero timidi passi avanti nell’ambito dei negoziati, ma non ci sn ancora le condizioni per un incontro Putin Zalesky, che è bene fare lavorare la diplomazia. Ieri sera il Presidente Erdogan ha rilanciato la possibilita dell’incontro, trapelano notizie sui negoziati, una bozza sarebbe stata scambiata, riguarderebbe lo stato di neutralita dell’Ucraina e il riconoscimento della Crimea e l’indipendenza delle 2 repubbliche.

Insomma un quadro di incertezza  e facendo  riferimento al mezzogiorno e alla evoluzione del divario N/S nel post crisi del 2008  c’è stata la carenza  di interventi sufficientemente appropriati di politica economica e il  divario è cresciuto. 

Tutta  una serie di indicatori  dicono che la capacità di reazione alla crisi è maggiore al nord e meno al sud:

che nel dopo covid le imprese che hanno ripreso l’attivita  sn in maggior parte a nord mentre al sud  molte, troppe son cessate o non hanno ripreso entro l’anno successivo.

Sono al nord le  imprese che hanno saputo sfruttare di piu la crisi  come occasione di  cambiamento,  riorganizzazione favorendo la transizione digitale innovando;

Il Presidente Draghi qualche giorno ci ha detto che la ns economia non è ancora in recessione ma che va affrontato velocemente il nodo della mancanza di materie prime  che incide sulla offerta  ( nn solo energetiche ma anche agroalimentari e di altre materie prime -insomma beni essenziali per la sopravvivenza) e sostenendo famiglie e imprese;

c’è un forte rallentamento della crescita, c’è aumento prezzi che cresceranno ancora;

La crisi del 2008  fu una crisi del settore finanziario americano che si propago nel mondo che  incise sulla domanda;

questa attuale crisi invece incide sull’offerta con la chiusura di moltissime aziende produttive e anche sulla domanda per la riduzione dei redditi.

La crisi attuale non lascia tempo.

Le aziende debbono al piu presto adottare modelli organizzativi con tecnologie digitali, le imprese del mezzogiorno però non sono pronte in gran parte a cogliere questa opportunita, quindi  vanno sostenute ed accompagnate co adeguate assistenze tecniche e gli enti locali non stanno meglio per fornire il sostegno.

Il fondo NEXT Generation EU ci dice che la ripresa dovra essere inclusiva, all’insegna della coesione sociale e della convergenza territoriale se si vuole evitare  la diseguaglianza  tra persone, generazioni, territori.

Sono gli investimenti -specie  nella digitalizzazione- e nelle nuove tecnologie  le leve per garantire la crescita a medio lungo termine per restringere il divario territoriale.

SVIMEZ nel suo ultimo rapporto ci dice  sul mezzogiorno che la ripartizione dei fondi di next generation con il trend tradizionale del 22,5 % non sara’  sufficiente, che per intervenire efficacemente sull’accresciuto divario nord – sud  occorre destinare al mezzogiorno tra il 34 e il 50% delle risorse

E che gli investimenti sulle nuove tecnologie dovranno essere accompagnati da quelli per la formazione senno la forbice si allargherà  ineludibilmente

Promozione dell’occupazione femminile
Tra le altre misure presenti trasversalmente nel Piano dirette ad agevolare l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro si segnalano:

 

il potenziamento di politiche attive che possano  ridurre il numero dei NEET, (acronimo per persone  che nn cercano lavoro,che nn si formano che nn studiano nulla facenti,fra i quali si registra un significativo divario di genere;

 

la  formazione dei dipendenti pubblici con moduli obbligatori sull’ “empowerment delle donne”
la promozione dell’accesso delle donne alle competenze STEM, (acronimo inglese per indicare discipline scientifico tecnologiche), competenze linguistiche e digitali per cui il Governo stima un possibile incremento dell’occupazione femminile ,
il rafforzamento dei servizi di prossimità  e  supporto all’assistenza domiciliare per incoraggiare l’ aumento dell’occupazione  nel settore dei servizi di cura e riducano  l’onere delle attività  di cura  non retribuita alle famiglie fornito  dalle donne
Imprenditoria femminile
 l’investimento   dedicato all’imprenditoria femminile ( di  a 400 milioni di euro)
mira a sostenere l’avvio di attività  imprenditoriali femminili e a sistematizzare quelle gia  in atto  a conduzione femminile o a prevalente partecipazione femminile.
Per sostenere il rafforzamento dell’imprenditoria femminile è stata prevista la creazione del  “Fondo Impresa Donna”  con una dotazione di 20 mln di euro in ciascuno dei due primi anni (2021 e 2022)

 

Sistema nazionale di certificazione della parità  di genere
E’ prevista attivazione di un Sistema nazionale di certificazione della parità  di genere per  incentivare nelle imprese  policy adeguate a ridurre il divario di genere nei settori con maggiori criticità come le opportunità  di carriera, la parità  salariale, la parità  di mansioni, le politiche di gestione delle differenze di genere e la tutela della maternita
L’intervento parte:
con l’istituzione di un Tavolo di lavoro sulla “Certificazione di genere delle imprese”, presso il Dipartimento P.o la creazione di un sistema informativo per la raccolta di dati disaggregati per genere e la creazione  dell’albo degli enti accreditati;
prosegue con l’attivazione del sistema di certificazione sulla parità  di genere a partire dal secondo quadrimestre del 2022.

 

ALTRE MISURE PER RIDURRE L’IMPATTO DI GENERE

Il piano prevede altre  misure suscettibili di impatto sulla condizione femminile per la riduzione dei divari di genere che  sono connesse:

 

all’edilizia residenziale pubblica anche sapendo  che la maggior parte delle famiglie monoparentali sono di  donne;

 

al  potenziamento della mobilità  delle donne che utilizzano piu  degli uomini i trasporti collettivi e meno l’auto privata

 

ad investimenti sull’assistenza sanitaria e territoriale che prevede di fornire servizi dedicati alla tutela della salute della donna.

 

Strumento importante sulla  parità di genere è il Rapporto aziendale previsto con L.108/2021 
Il rapporto va redatto  dalle aziende riguarda i lavoratori occupati di sesso femminile e maschile,  le assunzioni effettuate nel corso dell’anno, le differenze tra le retribuzioni iniziali dei lavoratori di ciascun sesso, l’inquadramento contrattuale di ciascun lavoratore occupato ed è  condizione necessaria a  presentare offerte nelle gare pubbliche che utilizzano fondi derivanti da risorse del PNRR e del PNC
Il rapporto va trasmesso a  sindacati aziendali, a  consigliera regionale di parità che elabora i dati  trasmettendoli alla consigliera nazionale di parità, al Ministero del lavoro e al Dipartimento P.O, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), all’ISTAT,al CNEL.

 

 Altro strumento è il  Codice delle pari opportunità tra uomo e donna” che  esiste dal 2006 ma le norme erano poco conosciute e, perciò, spesso poco applicate.
Il Codice modificato dalla legge n. 275/2021  introduce  misure che mirano al rafforzamento dei poteri di controllo affidati ai consiglieri di parità, impegnano  le imprese di maggiori dimensioni a procedere con più forza sulla parità, rinforzando le norme che impongono ad aziende pubbliche e private la redazione annuale di un rapporto aziendale sulla situazione del personale maschile e femminile che è  condizione necessaria per presentare domanda di partecipazione alle gare pubbliche che utilizzano fondi derivanti da risorse del PNRR e del PNC.