MARILINA INTRIERI

GARANTE INFANZIA REGIONE CALABRIA

SU MANIFESTAZIONIPUBBLICHE DI PENSIERO E  PERDONO DEI MAFIOSI AD OPEREA DI RAPPRESENTANTI DEL CLERO ESPRESSI DURANTE CERIMONIE RELIGIOSE CHE RISCHIANO DI INGENERARE DISTORSIONI E   CONFUSIONE NEI FANCIULLI MINORENNI PRESENTI, SOGGETTI INFIERI, CHE DEBBONO  AVERE CHIARI I DISVALORI DELLA MAFIA

Tra le segnalazioni piu significative dell’Autorità Garante per i diritti dei minori calabrese  Marilina Intrieri anche quelle con cui è intervenuta presso la segreteria di Stato Vaticano con  formali note all’indomani di  celebrazioni liturgiche  nella chiesa della Madonna di Polsi l’ settembre 2012 e in quella di Isola Capo Rizzuto sempre nel 2012

Con riferimento alla liturgia nella chiesa di POLSIil Garante si è riferito alle  frasi del Presule di Locri-Gerace che ricordava “ che  il perdono è concesso anche ai mafiosi, ……anche se poi dovranno “saldare il conto con la giustizia terrena, che è cosa diversa dal perdono cristiano e dalla riconciliazione con Dio”.

L’ Autority ha segnalato  che le  dichiarazioni svolte in pubblico, dinnanzi a di diversi minori,  che impattano con la loro percezione, formazione ed educazione  ove distorte o non riportate correttamente, assumono un ulteriore disvalore per  i minori medesimi.

Successivamente c’è stata una dichiarazione  della Conferenza Episcopale Calabra di chiara  condanna della ‘ndrangheta anticristiana  e il Garante ha preso atto che la stessa “va  verso il BEST INTERST DEI MINORI E il BILANCIAMENTO DEI LORO  INTERESSI IN RILIEVO”. “I minori – secondo il Garante Marilina Intrieri -hanno diritto ad essere educati, considerati bambini, soggetti da proteggere poiché in fieri, non ancora completamente formati”

“L’esigenza è di non lasciare soli i minori a facili distorsioni di valori espressi da parti e  famiglie di mafia e trova riscontro in una giurisprudenza che prevede l’emissione di provvedimenti di decadenza dalla potestà genitoriale per quei genitori che, aderendo ai canoni della criminalità, pratichino nei confronti dei figli una vera e propria educazione all’illegalità (Trib. per i minorenni Bari decreto 17 gennaio 2007)”.

Altra segnalazione è stata fatta da Marilina Intrieri su  manifestazioni pubbliche di pensiero contrastanti con l’educazione minorile, di violazione del diritto all’educazione dei minori svolta ad opera del parroco di Isola Capo Rizzuto sempre nel 2012

La Garante ha segnalato che è  la Calabria è una regione di grandi difficoltà giovanili: elevata dispersione scolastica, carenza dei Servizi sociali, sanitari e scolastici, una regione che, inoltre,  vive uno scontro costante con la mafia.

In Isola Capo Rizzuto(KR) il 15.04.2012, durante la celebrazione liturgica il sacerdote Vincenzo Scerbo alla presenza di numerosi minori, si riferiva alla giustizia italiana con frasi gravemente diseducative.

Il sacerdote si è riferito ad uno dei poteri della Repubblica con espressioni quali “… assistiamo inermi ad una giustizia che non si fa scrupolo di condannare persone innocenti guidata da logiche di parte e da verità di comodo …”.

“Tale manifestazione di pensiero avveniva non in privato ma  dinnanzi a numerosi minori.

La Chiesa Cattolica costituisce storicamente per la nostra Nazione una istituzione guida”.

“Essa rappresenta, dal punto di vista sociologico, una formazione nella quale i singoli, e, tra questi molti minori, realizzano la propria personalità. La funzione di  guida della Chiesa Cattolica non costituisce  un mero fenomeno sociale, ma, per i credenti, si fonda con un intimo percorso religioso. La liturgia, infatti, costituisce, dal punto di vista sociale e religioso, un forte momento di contatto tra i fedeli e l’istituzione,  volta non solo al contatto con il divino, ma anche all’apprendimento di una vita fondata sui  valori cristiani. E’ durante la liturgia, durante il catechismo, nell’esempio offerto da molti sacerdoti che vivono quotidianamente le difficoltà della strada che molti dei nostri minori apprendono quei valori che guideranno la loro vita futura”.

“I membri del clero, soprattutto nell’esercizio dei loro uffici, rappresentano per molti minori una parte degli adulti di riferimento con i quali questi possono interagire per apprendere quelle regole sociali che governeranno la futura vita adulta”

“E’ compito di tutti gli adulti di riferimento educare i minori ai valori costituzionali ed ai principi sanciti dalla Convenzione di New York”

“La Calabria è una regione di grandi difficoltà giovanili: elevata dispersione scolastica, carenza dei Servizi sociali, sanitari e scolastici, una regione che, inoltre,  vive uno scontro costante con la mafia. Il  territorio di  Isola di Capo Rizzuto è uno dei territori nel quale gli uffici giudiziari rilevano una elevato disagio giovanile, ma è anche un territorio nel quale si rilevano casi di grande forza interiore e di volontà che hanno portato ragazzi ad uscire dalle maglie della criminalità organizzata e a dimostrare che, lavorando di concerto con le istituzioni, è possibile  liberarsi dalla controcultura della illegalità. Il sacerdote Scerbo successivamente al clamore suscitato ha ritenuto di dover giustificare il proprio comportamento specificando che si trattava di “uno sfogo di un figlio” pronunziato al termine della prima messa. Orbene, se può essere richiesto alla comunità adulta di comprendere uno sfogo, tale richiesta non può essere posta ai minori i quali, come soggetti in fieri, non sono dotati di quella maturità che consente loro di comprendere la differenza tra uno sfogo e la diffusione di un disvalore”.

“Si aggiunga che le Autorità locali, a partire dal Sindaco di Isola Capo Rizzuto, seppur presenti alle dichiarazioni di Don Scerbo, hanno ritenuto di non intervenire pubblicamente per eliminare il disvalore comunicato e restituire ai minori una corretta cultura della giustizia.

Non diversa è stata la posizione assunta dai vertici ecclesiastici. Si è rilevato solo il dissenso espresso dal parroco Scordio di Isola capo Rizzuto”.

“Ogni minore ha diritto a ricevere una educazione, la trasmissione, dunque,  di una serie di strumenti e di valori che consentiranno la formazione della persona adulta. Il riconoscimento di tale diritto impone, ai genitori in primis ed agli altri adulti di riferimento poi, di compiere ogni atto necessario o semplicemente utile alla realizzazione della formazione della persona in fieri.Il Garante has così invitato le Autorità ed i vertici ecclesiastici ad intervenire –ciascuna nell’ambito delle proprie competenze- affinchè si eliminino gli effetti negativi della diffusione del disvalore operata dal parroco  per restituire  ai minori, anche attraverso pubblici interventi,  quella cultura della giustizia e fede nel faticoso operato dei magistrati che con il loro duro lavoro si sono posti al servizio della nostra Repubblica per la garanzia di uno stato di diritto governato dai principi solidaristici su cui è imperniata la nostra Costituzione”.

“Con il fine di poter vigilare sul rispetto dei diritti dei minori che hanno recepito il messaggio  del parroco si è chiesto  alle Autorità ed i vertici ecclesiastici destinatari della segnalazione di voler informare questa Autorità del compimento di ogni attività volta alla eliminazione delle lesioni dei diritti dei minori sopra segnalate”.