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         ROMA 30.10.2025

Crotone: il dovere delle istituzioni di ricucire, non dividere

Le dimissioni del sindaco Voce dopo lo scontro con il consigliere Ioppoli

Marilina Intrieri

Dopo l’episodio, una serie di interventi, sui social e sui media, ha posto al centro del dibattito politico locale lo scontro tra i due rappresentanti istituzionali avvenuto con offese e vie di fatto. Ciò che mi ha colpito è che nei vari interventi susseguitisi  nulla, neanche una parola, sull’ oggetto della riunione degli amministratori comunali, inerente un importante intervento di edilizia popolare nel quartiere di Tufolo.

Da donna politica e delle istituzioni,  per lunghi anni  amministratrice della città di Crotone, ritengo necessario un segnale forte di responsabilità e di equilibrio.

Certo non posso che provare amarezza per il fatto  accaduto, il quale  va tuttavia affrontato con lucidità, equilibrio e senso delle proporzioni, evitando esasperazioni e strumentalizzazioni che rischiano solo di indebolire ulteriormente il tessuto politico e istituzionale.

Chi ha vissuto la politica da dentro, nelle aule consiliari e in Parlamento sa – senza voler per questo  minimizzare – che non è il primo fatto increscioso  accaduto,  lo stress e le esasperazioni, spesso, possono crescere e degenerare dopo lunghe giornate di tensione,  per decisioni complesse e delicate che si devono assumere nell’interesse pubblico. È in quei momenti, quando la fatica e la pressione si sommano, che diventa essenziale mantenere calma, misura e rispetto reciproco. Perché è allora che la qualità delle istituzioni si misura nella capacità di restare dentro il perimetro del confronto civile.

In questi casi le responsabilità non possono essere semplificate, una parola tira l’altra, si passa alle offese poi si va oltre, un insieme di fatti che difficilmente possono essere  attribuiti a una sola parte. Quando si verifica una rottura del genere è  il segnale di un clima deteriorato, che chi rappresenta la città, nei vari ruoli, in consiglio comunale, luogo per eccellenza  del confronto democratico, ha il dovere di sanare. Le istituzioni non sono arene di scontro, ma case della comunità.

E leggere  pure  di consiglieri comunali che sembrano alimentare lo scontro su un piano  di corto respiro, forse per convenienza politica, rappresenta motivo di seria preoccupazione per la comunità tanto più che la discussione in cui si è consumato lo scontro riguardava una questione che attende soluzioni concrete dopo anni di rinvii e tocca da vicino molte famiglie crotonesi.

La città ha ancora vivo il ricordo dell’ultimo commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco Pugliese, anche in quel caso auspicavo che quelle dimissioni rientrassero, esse hanno rappresentato  una ferita istituzionale che ha lasciato segni profondi ed è a mio parere oggi impensabile  riaprire.

Oggi serve coesione, non calcolo; di responsabilità, non di manovre di piccolo cabotaggio politico, Chi riceve dai cittadini l’alto onore di esser  membro  di un Consiglio comunale deve sempre ricordare che rappresenta l’intera comunità, non una parte.

Abbiamo già conosciuto in passato diverse fasi istituzionali con tensioni che hanno lasciato strascichi pesanti e ritardi nello sviluppo della città. Oggi Crotone non può rivivere quegli errori. Ci sono progetti importanti in corso, opportunità di rilancio che hanno bisogno di continuità e senso di responsabilità da parte di tutti. Ogni frattura o gesto di impulsività rischia di compromettere un cammino faticosamente costruito.

Le istituzioni devono ritrovare equilibrio, autorevolezza e rispetto dei ruoli. Le scuse reciproche, i chiarimenti e la disponibilità al dialogo devono essere la cifra di questo momento sarebbero un segnale di maturità e di amore verso la città. Le parole pesano, e anche il silenzio, talvolta, può essere una scelta saggia e costruttiva.

Un richiamo va anche alle forze politiche: smorzare i toni, non alimentare divisioni. Chi soffia sul fuoco compie un danno alla città.

Crotone ha bisogno di unità, non di scontro. di misura, non di clamore. Di istituzioni forti, non ferite. È tempo di ricucire, non di dividere.

L’auspicio è che i due rappresentanti istituzionali sappiano oggi ergersi,  con un gesto comune e responsabile a difesa ideale dell’assise cittadina, di quell’aula che appartiene a tutti e che rappresenta il cuore della democrazia locale.

Lo si deve a Crotone, ai suoi cittadini, alla dignità delle istituzioni che tutti, nessuno escluso, abbiamo il dovere di preservare.