La carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori

Marilina Intrieri

  1. I minori nella separazione, 2 Il ruolo e l´importanza dell´Authority nella tutela minorile 3. Il documento AGIA per “i diritti dei figli nella separazione dei genitori”
  1. 1.I minori nella separazione.

Il documento, ideato e promosso dall´A.G.I.A. nel 2018 è rubricato “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”.

La Carta, giá dal titolo, mostra avere quell´approccio puoerocentrico[1] per realizzare realmente e non solo formalmente i diritti dei minori.

Il disfacimento di un´unione familiare, base del consorzio sul quale radicano una serie di situazioni giuridico-affettive, produce molteplici reazioni di ordine emotivo che, in modalità diverse, coinvolgono non solo la coppia genitoriale, ma tutti i componenti della famiglia[2].

I Minori che prima di tutto sono figli, figli spesso, purtroppo, vengono travolti dalle vicende giudiziarie, di rancore e dolore che vivono i genitori nel percorso di separazione[3].

 


[1] Amplius R. Rizzo, Tutelare l´infanzia. Per un approccio didattico-educativo, Lecce, 2004 pag. 17 e ss

[2] G. Giaimo, La gestione della crisi coniugale attraverso il procedimento collaborativo. Uno studio comparatistico, in Europa e Diritto Privato, fasc.2, 2016, 559.

[3] G. Pagliani, I procedimenti di modifica delle condizioni di separazione e divorzio, Milano 2006, pag. 208; P. Zatti, Trattato di diritto di famiglia, Milano 2011, Pag. 1741

Risulta pacifico che “posizioni aspre di antagonismo reciproco tra le figure genitoriali, percepite dal bambino, possono produrre effetti negativi sulla sua serenità[1]”.

L’esperienza ci mostra che molti procedimenti giudiziari, nonostante gli sforzi, lungi dal consentire una gestione della separazione orientata all’attenuazione della tensione e del conflitto, realizzano purtroppo la funzione di una cassa di risonanza che amplifica il contrasto, con il conseguente innalzamento del grado di inquietudine dei soggetti coinvolti e del livello dello scontro.

La carta, dunque, prima di tutto ci riporta alle umanità della vicenda giudiziaria. Figli che nella separazione sono costretti non solo a vivere il loro dolore, ma anche quello dei genitori[2].

Purtroppo, la prassi ci mostra come la sofferenza genitoriale porti spesso ad azioni contrastanti con l’interesse dei minori, che troppo spesso vengono coinvolti, chiamati a scegliere, resi adulti. Numerosi sono i casi in cui i tribunali coinvolti sono dovuti intervenire con provvedimenti volti ad interrompere il comportamento abusante sul minore[3].

  1. 1.Il ruolo e l’importanza dell´Authority nella tutela minorile

L´Autorità nazionale Garante dell´infanzia e adolescenza ha redatto la carta in questione, realizzando i compiti affidalete dall´art. 3 della legge istitutiva (legge 112 del 2001), in particolare quello di promozione dell´attuazione della Convenzione di New York (lettera A) e di diffusione della conoscenza dei diritti dell´infanzia e dell´adolescenza (lettera m) ha realizzato la Carte dei diritti dei figli nella separazione dei genitori[4].

Molte sono le azioni di sostegno ai minori nel divorzio con cui le varie Authorities di tutela minorile- ciascuna per proprie competenze- hanno realizzato ed attuato -nel territorio della Repubblica- gli obiettivi di tutela previsti dalla convenzione ONU sui diritti dell´infanzia[5].

Basti pensare alle azioni di sostegno delle politiche sociali di supporto alla genitorialità nel percorso di divorzio[6], le azioni di sostegno, monitoraggio e assistenza ai soggetti più deboli[7], della partecipazione nell´ascolto del minore nei procedimenti[8]

Nella mia attività di garante regionale ho assistito e sono intervenuta più volte in conflitti genitoriali che travolgevano i minori. La prossimità dei garanti regionali, infatti, ci impone di essere vicini ai bambini che siamo chiamati a tutelare[9].

 

Ricordo di essere intervenuta perché bambini coinvolti nella separazione erano stati triangolati[10], strumentalizzati dai genitori che, a volte inconsapevolmente, riversavano sui loro figli il vissuto della separazione.

3 Il documento AGIA per “i diritti dei figli nella separazione dei genitori”

La carta da un lato è rivolta a tutti i soggetti adulti coinvolti nel percorso di separazione, in primis, i genitori (con loro le famiglie di appartenenza), ma anche magistrati e tecnici che a diverso titolo sono coinvolti ricorda e focalizza i diritti dei bambini, dall’altro consente ai bambini di conoscere i diritti di cui loro sono titolari, sottolineati e resi loro accessibili dalla carta.

La carta ha un altro pregio: ha tenuto conto della voce dei minori. Un gruppo di minori, infatti, è stato chiamato a compiere attività di consultazione realizzando nella formazione del documento quel diritto alla partecipazione del minore che troppo spesso è dimenticato.

La carta si inserisce in quel procedimento di riconoscimento dei diritti dei minori che ancora non sembra giunto a totale compimento.

Il minore nella famiglia ha sofferto, per lungo tempo, di una mancanza di personalizzazione[11]. Il minore, infatti, era percepito non quale soggetto che attivamente prendeva parte della vita familiare, non era considerato parte attiva di una comunità fra soggetti con pari dignità, tradizionalmente, infatti, il minore venne considerato semplice “oggetto” di tutela, poi soggetto da tutelare e solo oggi soggetto attivo portatore di interessi propri autonomamente azionabili.

Il legislatore del 1942 ha espresso, infatti, una visione piramidale e gerarchica dei rapporti familiari; una visione in cui pur tutelando il minore si tende a non riconoscerlo pienamente come persona, quel suo essere soggetto in fieri, in qualche modo lo rendeva meno attivo rispetto ai suoi diritti[12].

La trasformazione della famiglia da nucleo di interesse pubblicistico -e, in quanto tale, nucleo con interesse coincidente con l’interesse statuale[13] – a società di diritto privato- nel quale l´interesse dei singoli prevale rispetto all´interesse dell´istituzione famiglia[14]– ha rappresentato un momento cruciale nell´evoluzione minorile, senza la quale oggi non ci sarebbe stata questa Carta di tutela minorile.

La carta, infatti, si compone di dieci articoli visti da una prospettiva minorile[15] che ribadiscono i diritti riconosciuti ai minori nel nostro ordinamento, che purtroppo, troppo spesso, sono disattesi o realizzati solo formalmente.

I diritti che la carta ribadisce sono:

1)I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti

(il diritto all’amore di e per ognuno dei genitori non deve essere scalfito o messo in dubbio dalla separazione)

2) I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età

(Hanno diritto a non essere coinvolti in problematiche legate alla separazione che non gli competono per ruolo e per età)

3) I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori

(diritto ad essere informati attraverso un linguaggio child friendly)

4) I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti

(viene ribadito il diritto all´ascolto di cui alla Convenzione di New York, e viene dato spazio al sentimento che il minore prova durante la separazione e che speso è represso)

5) I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti

(hanno il diritto a che nessuno gli chieda di parteggiare per uno o l´altro genitore)

6) I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori

(diritto alla bigenitorialitá già recepito nel nostro ordinamento)

7) I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori

(il diritto di cui al punto due, qui è ribadito e contestualizzato nel conflitto)

8) I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi

(Diritto a Tempi specifici per la comprensione e accettazione dei mutamenti derivanti dalla separazione)

9) I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche

(il diritto di cui al punto due, qui e´ribadito e contestualizzato nel conflitto economico)

10) I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano

(declinazione del diritto di cui al punto 3 anche nelle decisioni che lo investono, spiegazioni dai genitori e dagli adulti coinvolti: magistrati, operatori)

Da una semplice lettura dei diritti riconosciti nella Carta emerge come il documento si ponga quale riconoscimento della necessità di tutela del sentire più intimo del vissuto minorile nella separazione dei suoi adulti di riferimento, in una prospettiva puerocentrica, il diritto alla tutela della sfera emozionale dei minori durante la separazione della propria “mamma” e del proprio “papá”

 


[1] R. Luberti, M.T. Pedrocco Biancardi, La violenza assistita intrafamiliare, Franco Angeli edizioni, Milano, 2005, Introduzione.

[2] F. Antonelli, psicologia della coppia e della famiglia, 1990, Roma, Pag. 55.

[3] Ex multis Cassazione civile, Sez. I, n. 17191 del 2011., Cassazione civile, n. 16593 del 2008.

[4] Su ruolo e funzioni delle Autorità garanti dei minori si veda Sergio G., La ratifica della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli: una tappa decisiva verso il riconoscimento della soggettività dei minori nelle relazioni famigliari, in Strumendo, L. De Stefani P., I diritti del bambino tra protezione e garanzie. La ratifica della Convenzione di Strasburgo sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, CLEUP, 2004, 54; L. Strumendo, I compiti di protezione del pubblico tutore, in Minori Giustizia, 2, 2003, 265. Relazione al Parlamento, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, 2018.

[5] Come noto, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, spesso conosciuta con il nome di Convenzione di New York sui diritti dei minori, è stata approvata dall’Assemblea Generale ONU nel 1989, e ratificata dal nostro Ordinamento – le cuipattuizioni entrano, dunque, a pieno titolo, nel sistema delle fonti del diritto del nostro ordinamento- con L 176/ 1991. La convenzione rappresenta lo statuto dei diritti dei minori in tutto il mondo. Con i suoi 54 articoli, la convenzione, è, divisa in tre parti, la prima parte -quella cui spesso qui faremo riferimento- è dedicata all’enunciazione dei diritti. Una seconda agli organismi preposti alla tutela minorile e alle modalità per il miglioramento e il monitoraggio della Convenzione, l’ultima parte concerne le procedura di ratifica.

[6] O. Giacomo, Gli aspetti di separazione e divorzio nella famiglia, Padova, 2012, Pag. 182

[7] L.Lenti. Tutela civile del minore e diritto sociale della famiglia, Milano, 2012, pag. 82.;

[8] M Marino, Separazione e divorzio. Normativa e giurisprudenza a confronto, Milano, 2012, pag. 62.

[9] Sull´importanza del rispetto dei principio di prossimità nella PA, in particolare delle autorità garanti infanzia cfr. L. Lenti, Tutela civile del minore e diritto sociale della famiglia, Milano, 2012, Pag. 282.

[10] G. Petrillo, Per una psicologia dei diritti dei minori. Costruzioni sociali, responsabilità e ruoli educativi, 2005, Roma, Pag. 167

[11] In questi termini si esprime F. Ruscello, Garanzie fondamentali della persona e ascolto del minore, in Familia, fasc.4, 2002, 933.

[12] Si vedano C. Grassetti, Della patria potestà, in Commentario al codice civile diretto da D’Amelio, Libro Primo (Persone e Famiglia), Firenze, 1940, p. 622 s.; M. Stella Richter e V. Sgroi, Delle persone e della famiglia. Filiazione-Tutela degli incapaci-Alimenti-Atti dello stato civile, in Commentario del codice civile, Libro I, 2, Torino, 1958, p. 330.

[13] Si veda, ex multis, C. Grassetti, Della patria potestà, cit., p. 616 s.

[14] Si veda per tutti, A. Cicu, La filiazione, UTET, 1958, p. 351. Successivamente alla riforma del 1975, per tutti, A. Jannuzzi, Manuale della volontaria giurisdizione, Milano, 2000, p. 46 s.

[15] Non a caso, la carta è stata redatta anche attraverso la consultazione e partecipazione di un gruppo di minori che direttamente o indirettamente hanno vissuto le difficoltà della separazione.

2 Locandina 21.11.20 prog di childs friends carta diritti figli nella separazione copia

 

I diritti dei figli nella separazione e divorzio

(Paola Todini)

La carta dei diritti dei figli si pone quale statuto dei figli nella separazione dei genitori. Le evidenze fattuali mostrano come i figli vivano (in percentuali diverse e con diverse modalità) la separazione ed il divorzio dei loro genitori come un evento che li coinvolge in prima persona. Tale vissuto risulta, purtroppo, in taluni casi, troppi, amplificato da comportamenti di genitori che, nel tentativo di superare la loro personale separazione/divorzio, agiscono coinvolgendo, più meno coscientemente, i loro figli, i quali conoscono sentimenti (quali la rabbia, la delusione, la paura, la vendetta, l´abbandono) che dovrebbero rimanere estranei al loro percorso di crescita. La letteratura degli studi di psicologia sul punto ha evidenziato tale atteggiamento genitoriale che, inevitabilmente, ha trovato anche una rilevanza giuridica dei c.d. comportamenti contrastanti gli interessi e diritti dei figli. La protezione dei minori da tali comportamenti e ‘ rinvenibile, ad esempio, in prospettiva penalistica, nei reati di maltrattamento in famiglia di cui all´art. 572 cp (Cass. Pen. n.250/2011), ovvero, in una prospettiva civilistica, nei provvedimenti in caso di adempimenti e violazioni di cui all´art. 709 ter cpc.

Emerge da quanto sopra che il diritto dei minori ad una protezione specifica durante la separazione e divorzio dei genitori sia qualificabile, o sia in corso di qualificazione, come diritto autonomo del minore che trae origine dall´ art. 147 cc. , piuttosto che una semplice declinazione del generale dovere di protezione minorile.

 

 

 

 

 

ABSTRACT intervento prof.ssa Aurea Dissegna

Webinar: La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori

Sabato 21 novembre 2020 ore 9.30

Testimonianze

Quando vi è una separazione è inevitabile un periodo doloroso per tutti, dove le ferite degli adulti non comprendono la sofferenza ed i bisogni dei bambini/ragazzi che ne sono inevitabilmente coinvolti. A loro non viene data, nella maggior parte dei casi, possibilità di poter esprimere le loro emozioni ed il loro parere sulle scelte, sulle decisioni che li vedono coinvolti.

La separazione rappresenta una momento di transizione, in cui avviene una riorganizzazione e una riconfigurazione dei legami familiari e intergenerazionali.

Spesso è accompagnata da un blocco dei flussi comunicativi tra i coniugi e da modalità di gestione del conflitto che possono innescare fenomeni di triangolazione patologica. La separazione può, inoltre, mettere a rischio la continuità intergenerazionale, anche perché gli oggetti del conflitto coniugale sono spesso ambiti della trasmissione tra le generazioni: riguardano l’ambiente in cui devono crescere i figli, la loro educazione, i rapporti con la famiglia estesa e la distribuzione dei tempi dedicati alle relazioni con i genitori.

È dunque un fenomeno complesso che mette a dura prova le capacità della coppia genitoriale di negoziare accordi condivisi.Oggi con la diffusione della Carta ci si propone di sensibilizzare ai bisogni ed ai diritti dei minori coinvolti in separazioni familiari, tutte le istituzioni ed i professionisti che intervengono nell’iter procedurale (giudici, avvocati, psicologi, assistenti sociali, giudici, mediatori, ) e tutte le figure educative di riferimento, gli insegnanti in particolare, in grado di rilevare i segnali di disagio, di interagire con le famiglie, di coinvolgere altre professionalità, ma soprattutto di diffondere e rafforzare la consapevolezza dei propri diritti.

Le testimonianze che ora leggerò ci faranno intuire, forse comprendere meglio, entrare in empatia con le emozioni che una vicenda separativa comporta: paura, rabbia, tristezza, incertezza, sofferenza, dolore, instabilità. Le parole dei bambini ci aiutino, da genitori, ad agire al meglio, a dare il nostro contributo, mettendo in secondo ordine egoismi e rivalse, perseguendo l’interesse preminente del minore. La testimonianza di un adulto ci conforta in questo auspicio.

 

Testimonianza di Anna – anni 15

Quello che dicono i bambini di genitori separati

(da “Parola di bambino” G.Berto – P. Scalari – Meridiana ed.)

 

Brani dal libro “Io non mi separo”.

 

Testimonianza di un padre che organizza il pernottamento della figlia di 6 anni presso di lui

 

Testimonianza di Luigi – 42 anni

 

 

 

Presentato a Roma, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un primo bilancio del progetto “Gruppi di parola, una risorsa per i figli dei genitori separati”, promosso dall’Autorità garante, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo di Studi Superiori. Nell’occasione è stato annunciato l’avvio di una iniziativa finalizzata alla promozione di una “Carta dei diritti dei bambini nella separazione”, pensata come strumento di tutela e protezione comprensibile e utilizzabile direttamente dai bambini e dai ragazzi coinvolti nell’esperienza della separazione dei genitori. I principi fondanti della Carta saranno ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In particolare agli articoli 8, 9 e 12 e a quelli trasversali di ascolto e superiore interesse della persone di minore età.

Partito lo scorso 9 novembre con il primo ciclo di incontri ospitati dal Consultorio familiare dell’Università Cattolica di Roma, il progetto “Gruppi di parola” intende valorizzare l’esperienza della condivisione delle emozioni come strumento di confronto ed elaborazione dei vissuti tra i bambini e i ragazzi coinvolti negli eventi di separazione o divorzio che coinvolgono i loro genitori.  “Si tratta di un numero elevato di bambini e ragazzi – spiega la Garante Filomena Albano – che si amplifica se si pensa che nel nostro Paese non esiste una misura a favore di questa particolare categoria di minorenni vulnerabili. Per questo abbiamo promosso questo progetto, che mira a far conoscere e diffondere lo strumento dei “Gruppi di Parola”: i bambini e i ragazzi vanno aiutati ad attraversare questa particolare fase di transizione della famiglia e l’esperienza del gruppo intende offrire un sostegno ai figli che si trovano ad affrontare la perdita dell’unità familiare, spingendo il loro sguardo verso un orizzonte in cui la separazione dei genitori non implica la perdita del legame con loro”.

I “Gruppi di Parola” sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. È un’esperienza di gruppo – articolata in quattro incontri di due ore ciascuno, a cadenza settimanale (in allegato il calendario) – in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, attraverso il gioco, il disegno e altre attività, con l’aiuto di professionisti specializzati. Il “Gruppo di Parola” (GdP) aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione, a trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficoltà legate ai cambiamenti familiari. Il “Gruppo di Parola” coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all’incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento realizzato a distanza di un mese.

“Il nostro impegno, da oltre quarant’anni, è rivolto alle famiglie e i ‘Gruppi di Parola’ rappresentano un’iniziativa pienamente integrata con le nostre proposte cliniche e di ricerca a sostegno dei legami familiari, attente ai bisogni dei più piccoli – ha sottolineato la dottoressa Paola Cavatorta, direttore del Consultorio Familiare dell’Università Cattolica a Roma e responsabile scientifico del progetto –.  Nel Consultorio di Roma abbiamo realizzato finora oltre 20 GdP e il loro numero sale a oltre 40 se consideriamo le edizioni realizzate a Milano e a Napoli. Abbiamo constatato in molti modi il valore del GdP, abbiamo ascoltato le parole rasserenate dei bambini, i commenti positivi dei genitori, gli apprezzamenti di insegnanti che ci hanno riferito i cambiamenti osservati nei bambini.”

Un primo obiettivo dei promotori del progetto è la realizzazione di 7 GdP: 4 a Roma, 2 a Milano e 1 a Napoli, tutti gratuiti, associati alla somministrazione di un questionario – appositamente predisposto per questo progetto – per valutare il GdP dal punto di vista dei figli partecipanti e dei genitori. A Roma sono già stati completati i primi due GdP ai quali hanno partecipato complessivamente 15 bambini e un terzo si avvia oggi con 8 ragazzi di 12-16 anni. A Napoli è iniziato il 15 febbraio un gruppo con cinque bambini, a Milano è partito la scorsa settimana il primo dei due GdP previsti, con cinque ragazzi. Gli ultimi GdP previsti dal progetto saranno realizzati il prossimo maggio a Milano e Roma. Per gli adolescenti è iniziato a Roma un “Gruppo di Parola” per otto ragazzi.

Un ulteriore obiettivo del progetto è la rilevazione delle esperienze realizzate sul territorio italiano, per avere una mappa aggiornata dell’offerta di GdP. Insieme a questa indagine si intende promuovere la creazione di un network nazionale di centri e professionisti formati alla conduzione dei Gruppi di Parola, esperti e affidabili, ai quali le famiglie possano rivolgersi con fiducia.

“Per condurre adeguatamente questa risorsa dal forte valore preventivo e di accompagnamento clinico nella complessa transizione familiare del divorzio – ha spiegato la professoressa Costanza Marzotto, responsabile della formazione del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano e conduttrice di GdP presso il Servizio di psicologia clinica per la coppia e la famiglia della sede milanese dell’Ateneo – è richiesta una formazione rigorosa e approfondita articolata in giornate d’aula, studio e revisione della propria pratica con conduttori esperti al termine del percorso e in incontri periodici di supervisione.” Dal 2005 ad oggi sono stati realizzati complessivamente 15 percorsi formativi nelle tre sedi di Milano, Roma e Napoli per un totale di circa 250 professionisti accreditati dall’Università Cattolica-Servizio Formazione Permanente. Sono risorse qualificate, presenti in quasi tutte le regioni, in molti casi attivi nei servizi pubblici o di privato convenzionato.

Offrire un sostegno ai figli di genitori separati o divorziati attraverso l’esperienza della condivisione delle emozioni: è l’idea alla base del progetto Gruppi di parola, una risorsa per i figli dei genitori separati, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo.
L’iniziativa – rivolta ai bambini dai 6 agli 11 anni e agli adolescenti dai 12 ai 15 anni – punta a valorizzare la condivisione delle emozioni come strumento di confronto e di elaborazione dei vissuti tra i bambini e i ragazzi coinvolti negli eventi di separazione o divorzio dei loro genitori.
Grazie agli incontri di gruppo del progetto, condotti da professionisti esperti sul tema, bambini e adolescenti figli di genitori separati o divorziati hanno la possibilità di dare voce a pensieri e sentimenti con giochi, disegni e altre attività, confrontandosi con altri coetanei che vivono situazioni analoghe. «Il Gruppo di Parola (GdP) – si legge nel sito della Garante – aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione, a trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficoltà legate ai cambiamenti familiari».
Alcuni incontri si sono già tenuti a Roma, Milano e Napoli; altri si svolgeranno a Roma e Milano nei prossimi mesi.
I Gruppi di parola – articolati in quattro incontri di due ore ciascuno, a cadenza settimanale – prevedono anche la partecipazione dei genitori.

La Carta dei Diritti dei figli nella separazione dei genitori
Il 2 ottobre 2018 la Garante Nazionale per l’infanzia dr.ssa Filomena Albano ha presentato la Carta dei Diritti dei figli nella separazione dei genitori; si articola in 10 punti, dieci diritti che si ispirano alla Convenzione di New York. Dieci punti fermi che individuano dieci diritti di bambini e ragazzi alle prese con la separazione dei genitori.
Un gran bel passo avanti che riconosce, tra gli altri, il diritto dei figli ad essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori, ad esprimere i propri sentimenti e a ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.
Un significativo documento che rinforza la scelta (2010) di questa Città metropolitana di avviare, promuovere e sviluppare nei territori piemontesi la risorsa dei Gruppi di parola per figli di coppie divise. Visionabile al seguente link:
https://www.garanteinfanzia.org/landing2/diritti-dei-figli-nelle-separazioni.html

Nell’anno scolastico 2018-19, la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza dr.ssa Rita Turino ha presentato la Carta dei diritti nella separazione dei genitori(pdf 608 KB). Il documento è stato condiviso nell’ambito percorso formativo “Alunni e genitori che vivono la separazione: uno spazio di parola nella scuola”, rivolto a insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, promosso insieme all’Ufficio Mediazione della Città metropolitana di Torino e CESEDI.

Laura Gaiotti ed Elisa Monticone in Minorie Giustizia n. 3/2018 commentano la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori “I bambini non hanno pensieri piccoli come voi pensate“. (pdf 2,3 MB)


Esplorare il mondo delle emozioni

Città metropolitana è partner del Progetto BINARIA BIMBI ZeroSei – uno spazio genitori e figli per una comunità locale amica dei bambini e delle bambine – promosso dalla Associazione Gruppo Abele ONLUS con il finanziamento della Compagnia di San Paolo. Nel periodo settembre – dicembre 2017, il nostro Ente ha realizzato il progetto ESPLORARE IL MONDO DELLE EMOZIONI (pdf 114 KB), che ha coinvolto i bambini delle scuole dell’infanzia “Giamburrasca” e “Andersen” di Torino. L’esperienza ha fatto seguito a un percorso formativo per le maestre, condotto dalle dr.sse Laura Gaiotti e Filomena Sciaudone della Città metropolitana di Torino.


Si può dire! Gruppi di parola per figli di genitori separati – Video
Il video, realizzato nel quadro delle funzioni di coordinamento degli interventi territoriali in ambito socio-assistenziale, è uno strumento a disposizione degli operatori del settore per informare e sensibilizzare sui gruppi di parola e su altri percorsi utili a genitori e figli nel momento della separazione. Attraverso le testimonianze degli operatori e degli esperti il video presenta un quadro generale dei gruppi di parola e di altri percorsi utili ai genitori ed ai figli nel momento della separazione.

Corso teorico-pratico per Conduttori di Gruppi di ascolto e di parola
La Città Metropolitana ha accolto la richiesta formativa del Centro per le Relazioni e le Famiglie della Città di Torino e, in collaborazione con la SFEP, ha approntato contenuti scientifici e organizzativi gestendo un Corso teorico-pratico per Conduttori di Gruppi di ascolto e di parola a sostegno della transizione separativa – periodo 2016-2017
Programma formazione
Riferimenti bibliografici

Gruppi di parola per aiutare i figli di coppie separate a superare l’ansia
Iniziativa della Città metropolitana “importata” dal Canada e dalla Francia
articolo di Vera Schiavazzi – La Repubblica 26 settembre 2015

Gruppi di parola per “pensare” la separazione
di Marie Simon Professore/Ricercatore Universitario – Dottore di ricerca in Psicologia clinica e Psicopatologia – Lyon
Docente per la Provincia di Torino del corso di formazione per Conduttori di Gruppi di parola 2011-2013

Favorire la continuità e lo sviluppo delle esperienze di conduzione di Gruppi di parola per genitori, bambini, adolescenti che vivono la rottura dei legami familiari

Progetto presentato al Tavolo di Coordinamento interprovinciale dei Servizi di Mediazione Familiare tenutosi l’11 dicembre 2014 in cui sono stati invitati i responsabili di area Minori e Famiglie degli Enti Gestori e dei Servizi di Psicologia dei territori provinciali

I gruppi post separativi: l’importanza del confronto e del sostegno tra genitori separati
Esperienze, di Gianluca Arcomano e Margherita Spalletti, Centro di Terapia e Mediazione Familiare di Orbassano e Collegno-Grugliasco;
Atti del convegno “Oltre la separazione. Strumenti per sostenere la continuità dei legami” del 25 marzo 2014 svoltosi a Torino

Mediazione familiare e Gruppi di parola
Lavorare con il conflitto. Un percorso di ricerca

I gruppi di parola, per bambini e adolescenti in situazione di rottura dei legami familiari
di Marie Simon, dottore in Psicologia clinica e Psicopatologia

“Gruppi di parola”, dove i figli di genitori separati possono dire la loro
Un articolo su “Welfare oggi”, dai dati alle esperienze concrete (21/03/2014)

Bambini e ragazzi tra affetti e conflitti
Monitoraggio sulle esperienze di conduzione di Gruppi di Parola del Tavolo interprovinciale

I Gruppi di parola: voce alle emozioni dei bambini
di Milly Cometti e Lara Maria Patrono, Centro per le Famiglie “Villa Cingoli” del Comune di Vercelli

Gruppi di parola con figli di coppie divise
dati relativi al periodo aprile 2012-gennaio 2014, di Laura Gaiotti

        MINORI. GARANTE: GRUPPI DI PAROLA DIVENGANO MISURA STRUTTURALE IN PIANI NAZIONALI PER INFANZIA E FAMIGLIA

lunedì 3 dicembre 2018

ZCZC
DIR0449 3 SOC  0 RR1 N/WEL / DIR /TXT

(DIRE) Roma, 3 dic. – I Gruppi di Parola (GdP) sono una risorsa
per la cura dei legami familiari nella separazione dei genitori.
Se ne e’ parlato oggi a Roma, in occasione dell’evento conclusivo
di un progetto nazionale promosso dall’Autorita’ garante per
l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con
l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo di
Studi Superiori. Nel corso del 2018 sono stati realizzati dieci
Gruppi di Parola nelle tre citta’ coinvolte dal progetto (Roma,
Napoli e Milano). In Italia i centri, dove si svolgono i gruppi
di parola, rilevati alla Cattolica, sono 67, con prevalenza al
Nord (69%). Le copie distribuite della Carta dei diritti dei
figli nella separazione dei genitori, hanno raggiunto le 3mila
copie, mentre i tribunali raggiunti sono stati 169.
Annunciata la pubblicazione sul sito dell’Agia
(www.garanteinfanzia.org) e dell’Universita’ Cattolica
(www.unicatt.it/consultoriofamiliare e
www.progetti.unicatt.it/progetti-milan-psicologia-clinica-home)
di una prima mappa dei centri in Italia rilevati dall’Universita’ Cattolica dove si
realizzano i Gruppi di Parola destinata a essere aggiornata
dinamicamente. Da essa e’ possibile ricavare i recapiti dei GdP
regione per regione, ove presenti.(SEGUE)
(Gas/ Dire)
12:27 03-12-18

NNNN

ZCZC
DIR0450 3 SOC  0 RR1 N/WEL / DIR /TXT

-2-

(DIRE) Roma, 3 dic. – Al convegno ha preso parte anche Lorraine
Filion, prima ideatrice dei gruppi per i figli di genitori
separati in Canada.
“Con i Gruppi di Parola bambini e ragazzi comprendono che
l’esperienza della separazione dei genitori non coinvolge anche
altri coetanei. Insieme possono infatti condividere le emozioni
ed esprimere il loro vissuto, con l’aiuto di professionisti
specializzati. Parola, disegno, gioco e scrittura aiutano i
bambini ad affrontare le difficolta’ dei cambiamenti familiari e
facilitano il dialogo con i genitori. La proposta che avanziamo
e’ che i Gruppi di Parola entrino come misura strutturale nei
piani nazionali per l’infanzia e per la famiglia”, ha detto
l’Autorita’ garante Filomena Albano.
Dalla prima mappa a livello nazionale emergono regioni che
hanno sviluppato questa esperienza in maniera significativa ed
altre che possono svilupparla.
“Uno degli effetti piu’ rivoluzionari della Convenzione sui
diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, della quale e’ iniziato
l’anno che portera’ alle celebrazioni del trentennale, e’ la
promozione di relazioni familiari non piu’ basate sul concetto di
autorita’, ma sul concetto di responsabilita’ nei confronti dei
figli” prosegue la Garante.
“Questo porta a mettere al centro bambini e ragazzi ed evitare
che situazioni di conflittualita’ e di crisi familiare possono
arrecare loro danni. È la stessa direzione che percorre la Carta
dei diritti dei figli nella separazione dei genitori: dieci punti
fermi che pongono al centro i figli e sono ispirati ai valori
della Convenzione”.
(Gas/ Dire)
12:27 03-12-18

 

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