LINK LEZIONE UNIVERSITA ISTANBUL 6.12.20

 

4 nota garante infanzia su allontanamento figli da famiglie ndrangheta 14 nota garante infanzia su allontanamento figli da famiglie ndrangheta 1

4 nota garante infanzia su allontanamento figli da famiglie ndrangheta 2

4 nota garante infanzia su allontanamento figli da famiglie ndrangheta 3

 

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Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Regione Calabria

Prot 41                                                                                Reggio Calabria30.1.2014

PresidenteRegioneCalabria Assessore alle politiche sociali RegioneCalabria

PrefettoCosenza Presidente della provinciadiCosenza Sindaco Cassano alloIonio

Presidente del Tribunale per iminorenniCatanzaro Procuratore della Repubblica c/o Tribunale per i minorenniCatanzaro

QuestorediCosenza Comandante ArmaCarabinieriCosenza Procuratore della RepubblicadiCastrovillari Presidente del Tribunale diCastrovillari

CO.RE.COM

Vescovo di Cassano alloIonio

SEGNALAZIONE

Su Minore ucciso brutalmente e rinvenuto in un’auto bruciata a Cassano allo Ionio.

“ Forte rischio che si possa distogliere l’attenzione della pubblica opinione dai doveri genitoriali di educare la prole che nel caso del piccolo  N.(detto Coco’) sono venuti  meno e dal dovere della Repubblica di agire nel superiore interesse delminore”

Alla luce dei numerosi articoli e moltissimi commenti di associazioni,  pseudo  osservatori sui diritti minorili e civili ecc.che si susseguono sul drammatico evento del piccolo Coco’ rischiando di distogliere l’opinione pubblica sul contesto socio-familiare che ha influenzato la perdita del diritto alla vita del minore, considerato che la L.184/83 prevede il ricorso all’istituto dell’affidamento etero familiare, quale sostegno indiretto delminore attraverso il sostegno alla famiglia di origine -proprio quando il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia si scontra con il suo diritto    ad una sana crescita psicofisica- rappresento quantosegue:

–        la famiglia in cui N. era nato, ma soprattutto viveva al momento dei tragici eventi, mostrava gravissime criticità a causa della commissione e reiterazione, ad opera di molti componenti il nucleo familiare, di reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Alcuni degli adulti di riferimento del minore erano, infatti, sottoposti a pene detentive proprio in conseguenza della commissione di dettireati;

–        il minore N. era stato costretto, sin dalla nascita, a conoscere l’esperienza del carcere a causa dello stato detentivo dellamadre;

–        La stampa riporta, addirittura, la notizia che i minore sarebbe stato condotto dalla madre in pubblica udienza nel corso di un procedimento penale, al minore che poteva essere affidato ad altri durante l’espletamento delle attività giudiziarie della madre, non è stato risparmiatonulla;

–        Quale Garante  dell’infanzia  e  adolescenza,  nell’ottobre  del  2012,  dinnanzi adappelli pubblici  tendenti  alla  scarcerazione  della  madre  di  N.,  allora neonato, (nonostante ella fosse recidiva) avevo segnalato che il diritto alla libertà personale del minore (dunque il suo diritto ad essere bambino e a non vivere l’esperienza carcere) non poteva essere totalmente soffocato, nel bilanciamento degli interessi, dal suo diritto a crescere ed essere educato dallamadre;

–        N. all’epoca uscì dal carcere e grazie a Lui anche la madre riacquistò la libertà, marientrata successivamente in stato detentivo i minore venne lasciato dalla madre in una famiglia totalmente allo sbando e diseducativa, delinquenziale che spacciava droga. Ancora una volta i diritti del minore vennero violati non avendo la madre, ben cosciente dell’humus familiare in cui lasciava i propri figli richiesto unaffidamento etero familiare consensuale. La privazione della vita che ha subito N. è la conseguenza di questiavvenimenti.

E’ evidente che la maternità non possa, neanche non intenzionalmente (come voglio credere sia avvenuto) divenire unico motivo di concessione di misure cautelari pur in presenza di recidiva, che di fatto non realizzano il best interest del minore che si vuole proteggere. Sul ruolo e valore che il best interest del minore debba assumere nelle decisioni giudiziarie e amministrative, la Convenzione di New York lascia pochi spazi di interpretazione. Gli strumenti offerti dall’ordinamento,  tra l’altro, prevedono anche  altre forme di tutela indiretta del minore  -di  maggiore  efficacia  e  durevoli  nel  tempo- che consentono al genitore di acquisire gli strumenti e di porre in essere progetti educativi per il proprio figlio quali l’affidamento eterofamiliare.

L’istituto de quo applicato al caso di specie, come noto, avrebbe realizzato il diritto del minore a vivere fuori dal carcere, non lo avrebbe privato delle importanti figure di riferimento (funzione dell’istituto, come noto, è il rientro del minore nella famiglia d’origine) che sarebbero rimaste, comunque, per tutto il percorso in costante contatto con il minore, e la madre, supportata nelle difficoltà genitoriali, avrebbe potuto dedicarsi alla disfunzione/patologia familiare, nel nostro caso acquisire una cultura anticrimine, lontana dallo spaccio e volta ad un recupero delle funzioni, anche educazionali, della propria prole.

Sono pertanto fuorvianti degli interessi minorili, gli appelli all’umanità che nuovamente appaiono sui giornali in queste ore, da parte di associazioni che si richiamano a diritti civili. Si tratta di appelli che non realizzano gli interessi dei minori da proteggere (oggi i fratelli del piccolo N.).

Non dimentichiamo, infatti, che la madre del piccolo N. ha evidentemente subito una cultura alla criminalità, il primo reato è avvenuto quando era minorenne. Ella, dunque, potrà essere di supporto della prole solo curando la propria educazione alla criminalità, non trasmettendola ai propri figli e ciò sarà possibile -stante la funzione rieducativa della pena- certo non con facili sconti o scorciatoie, ma con un concreto progetto volto al recupero della genitorialità, che vede, primo tra tutti i doveri di non esporre la prole (oltre quanto già tragicamente avvenuto) a fenomeni mediatici di compassione(non

posso non ripensare alla notizia riportata dalla stampa,sopra citata, della madre che porta con sé il figlioletto in udienza).

La giurisprudenza, infatti, ha più volte evidenziato che il genitore che aderisce ai canoni della criminalità viola i doveri genitoriali contro i quali combattere nell’interesse precipuo del minore attraverso nuovi strumenti.

Nessun genitore può sottrarsi (poiché sorge al momento della procreazione), infatti, del dovere di trasmissione ai propri figli i valori (così come peraltro consacrato nel preambolo della Convenzione di New York) volti ad una sana crescita, anche dal punto di vista morale e psichico, del minore;

Gli articoli 330 e 333 cc., come noto, prevedono la decadenza o la limitazione della potestà genitoriale nel caso il giudice riscontri un pregiudizio minorile. L’intensità delle misure da adottare (330 piuttosto che 333 cc.) dipende dalla gravità del pregiudizio subito dalminore.

Ciò che, quindi, deve costituire il discrimen è il pregiudizio minorile soprattutto in considerazione del fatto che la limitazione della potestà genitoriale non costituisce atto di natura sanzionatoria del comportamento del genitore ma mezzo di tutela per evitare al minore un irreparabile pregiudizio.

E’ evidente che per l’evoluzione del fenomeno criminale che non risparmia un minore dietà così tenera  debbano  individuarsi  nuove  strategie  anche  a  sostegno  dei magistrati minorili, come quelli di Catanzaro, che  in  prima  linea  difendono  i  diritti dei bambinicalabresi.

Spunti significativi al riguardo potrebbero individuarsi nell’accordo tra uffici giudiziari eprocure siglato nella provincia di Reggio Calabria.

Catanzaro30.01.2014

F.to   On. MarilinaIntrieri

ReggioCalabria    palazzo del Consiglio Regionale via CardinalePortanova Tel. 0965 880454- fax 0965/1812019-3347852151-3291638932-

garanteinfanziaeadolescenza@pec.consrc.it   on.marilinaintrieri@gmail.com,

 

 

 

4 DICEMBRE 2020

UNIVERSITA’ DI ISTANBUL MEF, FACOLTA DI GIURISPRUDENZA

webinar  di Marilina intrieri

ex Garante dell’infanzia della regione Calabria presidente nazionale di Child’s Friends, dal titolo “Minori indottrinati alla mafia. La figura del Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza e l’attività di tutela dei minori figli di genitori della criminalità organizzata.”

 

Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza sono figure atte a rappresentare i minori e a tutelare i loro diritti;

sono particolari Autority a tutela dei diritti civili che riguardano individui deboli , diritti quindi particolarmente sensibili per evidente incapacità  a tutelarli in prima persona.

L’essenza del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, è rinvenibile nell’esistenza stessa della Convenzione ONU di New York del 1989 sui diritti del fanciullo considerata il trattato dei diritti umani che stabilisce diritti civili  ec.soc, sanitari ,culturali dei bambini  senza distinzione di razza, sesso, cultura, tradizioni e capacità economiche   a  individui di età inferiore ai 18 anni.

La funzione del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza è quella di dare una voce a tutti i bambini, affinchè siano realmente ascoltati dagli adulti di riferimento e svolge un ruolo importante nella maturazione di una sensibilità, anche giuridica, negli adulti.

Il Garante è chiamato a sollecitare quei mutamenti, sia legislativi sia nella mentalità adulta, essenziali per eliminare ab origine situazioni di rischio, è chiamato dunque a svolgere anche una funzione preventiva

 

Dal punto di vista della ricostruzione normativa in materia, i punti cardine sono:

La Convenzione ONU di New York sui diritti del fanciullo del 1989 che all’art. 12 contiene il  riferimento alla figura del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, e all’art. 18, co 2, che specifica che gli Stati membri si impegnano a provvedere “alla creazione di istituzioni, istituti e servizi incaricati di vigilare sul benessere del fanciullo”;

La risoluzione dell’’Assemblea delle Nazioni Unite n.48/134 del 1993  che invita gli Stati membri a creare istituzioni nazionali per la promozione, lo sviluppo e la protezione dei diritti umani;

La Convenzione di Strasburgo dl 25 gennaio 1996 che  incoraggia la costituzione di organi di promozione dei diritti minorili;

la Raccomandazione del  Parlamento europeo n.1286 del 1996 che  per la prima volta, ha sollecitato la creazione dei garanti livello nazionale nei singoli Stati membri;

e  la successiva Raccomandazione 1460 del 2000 sempre del  Parlamento europeoche  raccomanda ancora l’istituzione di Garanti  nazionali nei paesi che ancora non l’hanno istituita e la costituzione di un Garante europeo per i bambini;  figura per la quale poi la Conferenza di Lucca del 2003 ha invece  dato atto della mancata competenza dell’Unione in tale materia,

In EUROPA invece  esiste la RETE  ENOC (European network of ombudpersons for children, la rete dei garanti dei paesi d’Europa, l’ente, sostenuto dalla Commissione europea, che si riunisce annualmente nella Conferenza annuale per condividere informazioni e strategie, posizioni assunte in tema dei diritti minorili etc..

In Italia il garante italiano e’ stato istituito con legge 112 del 2011, il parlamento recependo le diverse sollecitazioni dell’organismo europeo unendosi cosi agli altri 21 paesi europei che si erano dotati dei G regionali

I GARANTI abbiamo detto sono Authority, una autorità monocratica, indipendente ed autonoma che esercita le funzioni tipiche delle autorità indipendenti: regolazione, intervento, autorizzazione, segnalazione.

L’indipendenza della carica è necessaria al fine di adempiere ai propri compiti ascolto dei minori difenderli in caso di violazioni dei diritti, sorvegliare sul corretto rispetto dei diritti dei minori anche nell’operato delle altre istituzioni contrapponendosi se necessario, alle altre autorità pubbliche .

Per questo il Garante va coinvolto direttamente in ogni iniziativa posta in essere dalle istituzioni a sostegno dei bambini e degli adolescenti,per corrispondere a necessità cui nessuna altra istituzione ha capacità o possibilità di farlo.

Gli Strumenti

il G.  è dotato dei cc.dd. strumenti leggeri della P.A che possano rendere piu’ fruibili i diritti riconosciuti ai minori e  dar voce a tutti Loro che pur vedendo inibiti, parzialmente sottratti non sono in grado autonomamente di rivendicarli.

 

Gli strumenti offerti dall’Ordinamento al G  al fine di diffondere la cultura dell’infanzia sono la redazione di relazioni, ricerche, partecipazioni a seminari e altro,

per l’attività  di tutela e protezione sono la redazione di pareri alla p.a. in tema di violazioni, attività di vigilanza e controllo, rilievi su  atti normativi e di indirizzo in materia; attività di segnalazione alle amministrazioni su situazioni di rischio e/o violazione dei diritti dei minori; interventi nei procedimenti amministrativi e interventi sostitutivi in caso di inadempienza o ritardo nell’azione di tutela dei minori e, infine, attività di collegamento tra amministrazioni.

La Garanzia dei diritti

Insomma il compito dei Garante  è la costante verifica, a oltre  30 anni dalla della Convenzione. di New York del concreto esercizio ed attuazione dei diritti di tutti i minori nel territorio di competenza.

Diritti che Troppo spesso, per vari fattori di tipo economico come mancanza di fondi o della mancata previsione in bilancio o altro vengono dati per scontati e acquisiti ma  non sono, di fatto, esercitabili dai minori.

 

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